Isis: schiave in vendita a prezzi di mercato

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“A coloro che pensano di acquistare una schiava, questa costa 8.000 dollari” si legge in un post su un account dal nome “Almani”. L’annuncio è accompagnato da una foto.Un altro messaggio  riguarda una seconda schiava, anche lei in vendita per 8.000 dollari

Nel messaggio  invita i suoi amici su Facebook a “sposarsi” e trasferirsi nel territorio occupato dall’Isis fra Iraq e Siria. A chi gli chiede cosa fa valere le due schiave 8.000 dollari e se hanno particolari qualità, Almani replica che il prezzo e’ determinato dall’offerta e dalla domanda.

Abu Shujaa  invece è un mercante irache di religione yazida che da un anno si muove costantemente tra l’Iraq, che è il suo Paese, la Siria e la Turchia per liberare donne e bambini ridotti in schiavitù dagli jihadisti del Califfato e portarli in salvo in Kurdistan. Ha messo su una squadra di soccorritori che rischiano la vita per liberare i prigionieri dello Stato islamico

Negli  luoghi in cui predoni drogati di ferocia razziano, distruggono, terrorizzano e massacrano, gruppi di volenterosi con a capo un generoso mercante iracheno rischiano la propria vita per salvare quella di centinaia di vittime della violenza dell’Isis.

L’audacia però spesso non basta. Abu Shujaa non lesina un pizzico di polemica nei confronti della comunità internazionale. “Nessuno nel mondo si interessa di noi, nessuno ci protegge. Dobbiamo far scappare la gente con le nostre forze”. E questo rende il lavoro oltremodo impervio. Ciò nonostante, circa 200 yazidi devono la vita a questo manipolo di valorosi.

Mi rivolgo al Padre dei Valorosi yazidi: Almani, pare sia un cittadino di origini tedesche che sta combattendo per l’Isis in Siria. Se lo dovesse incontrare oltre a liberare le “schiave” si ricordi di tagliargli le palle e di spedircele in Europa. E’ questa la fine che meritano i neoschiavisti…

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