San Juan dove sei?

Che n’è stato del sottomarino? Il San Juan, costruito in Germania nel 1985 e poi portato in Argentina, doveva seguire la rotta prevista dalla base di Usuahia  fino alla città portuale di Mar del Plata

Le sue tracce si sono perse mercoledì scorso a sud dell’Atlantico, al largo delle coste della Patagonia. Le riserve di ossigeno stanno per finire.

Per cercarlo sono impegnate circa 40 navi, una decine di aerei, una ventina di pescherecci e sei paesi coinvolti nell’operazione: Brasile, Cile, Peru’, Uruguay, Inghilterra e Francia, oltre all’Argentima. I mezzi stanno setacciando un’area immensa in cui le condizioni meteo fanno registrare tempeste e onde alte cinque metri.

Una nave degli Stati Uniti ha individuato un bagliore bianco ma purtroppo si ritiene che non possa provenire dal sommergibile poiché l’Ara San Juan è dotato di luci rossi e verdi ed il rumore rilevato nella zona dell’Atlantico sud dove si svolgono le ricerche del sottomarino San Juan disperso. ”Non corrisponde a quello di un sottomarino, a un modello di quelli che dovrebbero essere i colpi fatti sulla calotta con il sistema Morse. Si tratta, ha precisato Balbi, di un rumore costante, forse biologico”. Il rumore “costante” e’ stato rilevato “all’altezza della Penisola di Valdes” a 360 chilometri dalla costa, in una zona, ha proseguito Balbi, con una “profondità media di circa 200 metri”. Nel sottolineare che le condizioni meteo della zona di ricerca miglioreranno nelle prossime ore, il portavoce ha ricordato che “le navi oceanografiche” che si trovano nella zona rimangono comunque impegnate per confermare che il rumore non è di un sottomarino: “verra’ scandagliata l’area attraverso i sonar affinche’ non rimanga alcun dubbio”.

Per i quaranta uomini dell’equipaggio restano solo 48 ore. Continuiamo a sperare ma sembra persino ridicolo che un mondo in cui ogni movimento è spiato e controllato non si riesca a rilevare la posizione di un sottomarino di cui si sono perse le tracce…

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