Rosatellum e larghe intese…

La riforma elettorale approderà al Senato il 24 ottobre alle 17. Provare ad interpretarla nel migliore dei modi può aiutarci ad ipotizzare al meglio cosa potremmo diventare domani.

“Con l’uscita di Mdp il governo non ha la maggioranza. MDP Chiede un incontro al Colle per capire come può un governo fare una Legge di Bilancio senza avere una maggioranza consolidata”.  Pier Luigi Bersani, Massimo D’Alema e Roberto Speranza insieme al Movimento cinque stelle  faranno di tutto per bloccare la riforma.

Sinistra Italiana attraverso Frantoianni avverte “faremo una lista unica a sinistra, che prenderà molto più del 3% e che farà perdere moltissimi seggi al Pd, raggiungendo un importante risultato alla Camera e al Senato”. Obiettivo dichiarato:  far perdere il Pd!

Il “Rosatellum 2.0” è un mix tra maggioritario e proporzionale ma dove la quota di proporzionale la fa da padrona:

231 deputati saranno eletti in collegi uninominali maggioritari, in cui i partiti si coalizzano, e gli altri in modo proporzionale in listini bloccati di due-quattro nomi.  I collegi maggioritari saranno pari al 36% dei Seggi della Camera. I partiti si potranno coalizzare per sostenere un comune candidato.

Dei restanti 399 deputati, 12 continueranno ad essere eletti nelle Circoscrizioni Estere, con metodo proporzionale. In Italia un deputato è eletto in Valle d’Aosta in un collegio uninominale; i restanti 386 deputati saranno eletti con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 nomi. Il testo delega il governo a definire questi collegi plurinominali, che potrebbero essere circa 65. Le Circoscrizioni, importanti per il recupero dei resti, saranno 28. In Senato saranno 20.

Nella parte proporzionale la soglia sarà al 3% sia alla Camera che al Senato.

Si vota  con una scheda unica. In essa il nome del candidato nel collegio sarà affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono. Barrando sul simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale.

I voti degli elettori che avranno barrato il nome del solo candidato del collegio uninominale saranno distribuiti proporzionalmente ai partiti che sostengono il candidato del collegio

Non è previsto lo scorporo come col Mattarellum.

Nel Trentino Alto Adige rimane il testo come modificato dall’emendamento votato a scrutinio segreto l’8 giugno: Sei collegi uninominali e cinque proporzionali.

Viene dimezzato rispetto al testo originario il numero delle firme da raccogliere per tutti quei partiti o nuove formazioni che non sono in Parlamento o non hanno un proprio gruppo. Il numero di firme da raccogliere passa, dunque, da 1.500-2.000 a circa 750. Pure in questo caso solo per le prossime elezioni, anche gli avvocati abilitati al patrocinio in Cassazione potranno autenticare le firme per la presentazione delle liste elettorali.

L’importante per una legge elettorale è garantire maggioranze solide e stabili. L’Istituto Cattaneo  ha provato a simulare i risultati con il Rosatellum e il Consultellum in confronto alla situazione uscita dal voto 2013:   il Pd con il Rosatellum guadagnerà 20 seggi, in gran parte tolti al M5s che è penalizzato rispetto all’Italicum modificato in vigore.  Anche con questo sistema, nessun partito o coalizione riuscirà a ottenere la maggioranza assoluta alla Camera la sera stessa delle elezioni. Le larghe intese saranno l’unica speranza per un governo stabile.

 

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