“Ritorno al futuro”

In principio ci fu la Ceca: l’intuizione di Jean Monnet e di Robert Schuman per l’Unione Europea della Comunità europea del carbone e dell’acciaio mettendo  insieme  le produzioni di carbone e acciaio per superare le guerre europee.

Taranto, la mia città,  ha vissuto quegli anni attraversando il tempo e conoscendo sulla sua pelle  come l’uomo opera nell’industria.  Imparando a proprie spese e con il carico pesante delle infinite vittime il valore  della sostenibilità ambientale.

Fra 50 anni nei file di ricerca storica di Taranto si leggerà delle scelte sul futuro dell’Ilva: la mancata rivoluzione nell’acciaio, che in quella città era insediato il più importante centro siderurgico europeo del quale oggi restano solo danni e macerie inquinanti.

Jindal South West se avesse preso Taranto avrebbe integrato la produzione massima consentita dal ciclo integrale tradizionale (6 milioni di tonnellate) con l’impiego del preridotto attraverso l’uso del gas nel processo di fusione, ottenendo così l’abbattimento drastico dell’uso del carbone, della co2 e delle polveri sottili, l’aumento della produzione fino al ritorno a oltre 10 milioni di tonnellate e il ritorno dell’occupazione ai numeri pre cassa integrazione di circa 10mila unità .

Leggendo la cronaca di questi giorni molti si chiederanno: perchè il Governo non volle scegliere un piano industriale economicamente e ambientalmente sostenibile che si proponeva di rilanciare Taranto come il più importante sito siderurgico dell’area mediterranea?

La proposta prevedeva l’impiego di tecnologie innovative, non ancora attuate in Europa, atte a determinare una sensibile riduzione degli impatti ambientali con investimenti innovativi non ancora presenti in Europa in tecnologie a gas e elettriche che avrebbero ridotto l’uso del carbone, secondo quanto previsto dagli impegni assunti dal governo italiano e dall’europa. La realizzazione di impianti di de-carbonizzazione volti all’espansione della capacità produttiva di ulteriori circa 5 milioni di tonnellate di colato mediante l’impiego di tecnologie innovative, quali l’utilizzo del forno elettrico alimentato a pre-ridotto, non ancora presente in Europa e a minore impatto ambientale.

Guardiamo all’Europa, alla crescita dell’Africa e alle potenzialità delle prospettive del mercato dell’acciaio e di approvvigionamento di gas, la vicinanza di Taranto a un’area geografica, di grande interesse  strategico per l’approvvigionamento europeo attraverso la  Comunità euromediterranea del gas e dell’acciaio?

Mittall comprò ad 1,8 md di euro mentre Jindal offriva 1,2 md di euro anche se successivamente dichiarò di voler adeguare l’offerta economica. “Troppo tardi!” gli fu risposto anche perché l’offerta economica nel bando valeva il 50% mentre quella ambientale per quanto innovativa solo il 15%…

Ministro dello “sviluppo economico” era Carlo Calenda…

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