Riforma si riforma no

La mia città, Taranto, dimostrerà il 4 dicembre, di aver ben compreso il significato profondo della decretazione d’urgenza. I magistrati di Taranto decisero, e non a cuor leggero, di imitare i colleghi di Genova e ordinarono la chiusura immediata dell’area inquinante dell’ILVA. Troppi morti e troppi malati lo imponevano. Così il Governo fece un Decreto d’urgenza, subito operativo e rese nulla la decisione dei magistrati. Successivamente, il Governo , in 4 anni , ha emesso altri 9 decreti urgenti pro ILVA perché aveva bisogno di prendere tempo a certificare la sua incapacità di risolvere il problema ambientale senza un euro. I deputati, sotto ricatto, trasformarono quei 10 decreti , già operativi, in leggi dello Stato. Ecco, io leggo la riforma costituzionale della Boschi come una normalizzazione dei gravissimi fatti legislativi che Taranto ha subito. Più potere all’esecutivo e meno ai legislatori. L’esecutivo sopra ai legislatori e sopra ai magistrati. Un equilibrio voluto nel 48 e che oggi difatto svanisce. Per questo, e per tanto altro, Taranto dirà 100000 volte NO.

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