Ricorso ILVA: non è cosa nostra…

Si apre uno scenario nuovo nella “sfida” sul futuro del centro siderurgico tarantino. Chi aveva “portato le carte in tribunale” affidandosi alla giustizia amministrativa vede, quasi certamente, compromettersi ogni speranza ed è possibile, oltre che auspicabile, che anche sul piano politico amministrativo talune alleanze siano compromesse.

Ieri, nella generale distrazione, il Tar di Lecce si è espresso accogliendo l’eccezione dei legali dell’Ilva dichiarando la propria incompetenza territoriale in merito ai ricorsi presentati dalla Regione Puglia e dal Comune di Taranto contro il Decreto del presidente del Consiglio con il quale lo scorso 29 settembre è stato approvato il nuovo piano ambientale dell’Ilva. Gli atti saranno quindi inviati al Tar del Lazio.

 Il Tar Puglia ha ritenuto, in considerazione dei riflessi dei provvedimenti impugnati su tutto il territorio nazionale, che la competenza sia del Tribunale amministrativo centrale. L’eccezione di incompetenza era stata presentata non solo dall’Ilva, ma anche dall’Avvocatura dello Stato e dalla cordata acquirente Am InvestCo ai quali si era aggiunta intervenendo ad opponendum la Provincia  di Taranto.

La terza sezione del Tar di Lecce nell’ordinanza ha precisato che “il criterio ordinario di riparto della competenza territoriale è quello della sede dell’Autorità amministrativa cui fa capo l’esercizio del potere oggetto della controversia di cui si discute” e che “qualora l’atto abbia effetti diffusi o ultraregionali competente sarà il Tar del Lazio.Il Decreto di aggiudicazione, puntualizzano i giudici amministrativi, comunque “concerne inscindibilmente beni aziendali che non sono ricompresi solo nel territorio della Regione Puglia ma ricadono anche in altre Regioni, quali – a mero titolo esemplificativo – gli stabilimenti di Genova, Novi Ligure, Porto Marghera e Racconigi, nonchè gli uffici di Milano”.

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