“Radical Cannabis Club”

Tenere, regalare, cedere, spedire e vendere semi di cannabis non è reato. Mettere un seme in un vaso, innaffiarlo e coltivare una pianta è un reato punibile con pena della reclusione da due a sei anni e con una multa da 5.164 euro  a 77.468 (art 73 comma 3, Dpr 309/90).

Con una donazione di almeno 10 euro puoi ricevere a casa la tessera del Radical Cannabis Club. La tessera contiene una sorpresa: un seme di cannabis, come seme di libertà, con l’auspicio che tra un anno piantare questo seme non sia più reato”.

Legalizzare non significa promuovere, fare pubblicità o sollecitare. Legalizzare vuol dire regolamentare.Legalizzare la cannabis, oggi è soltanto una scelta di buon senso“.

La legalizzazione contribuirebbe a sottrarre i profitti delle mafie, nonché la criminalità collegata alla produzione e allo spaccio. L’obiettivo è sottrarre quella parte di mercato che le mafie controllano in totale autonomia attraverso produzione, importazione (traffico), vendita e spaccio.

I dati dei Paesi che hanno legalizzato la cannabis non hanno registrato un aumento nel suo consumo.

La legalizzazione favorirebbe una maggiore libertà nel condurre ricerca scientifica pura e applicata allo sviluppo di nuove terapie per decine di malattie – La proibizione sulle piante e le sostanze psicoattive derivate, infatti, blocca il progresso della scienza con danni gravissimi per la salute di milioni di persone.

La legalizzazione renderebbe omogenea ed accessibile in tutta Italia la cannabis ad uso terapeutico, al momento possibile solo in alcune Regioni. L’efficacia farmacologica dei cannabinoidi nella terapia del dolore è provata da studi universalmente condivisi. La legalizzazione faciliterebbe l’uso terapeutico della canapa medicinale ad ogni paziente affetto da particolari patologie.

La legalizzazione contribuirebbe anche a ridurre il sovraffollamento delle carceri: milioni di persone sono in carcere per reati di droga connessi allo spaccio e detenzione di cannabis. È un numero enorme, che corrisponde quasi alla metà di tutti i reclusi per droga, complessivamente circa il 40% dei carcerati.

Si prepara così a una nuova stagione della lotta antiproibizionista, inaugurata oltre 40 anni fa da Marco Pannella.

 

 

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