Quell’Europa che non c’e’…

leader europei
Il popolo britannico ha deciso con un strumento di democrazia diretta. Sarebbe grave non essere consequenziali. Sarebbe grave perdere tempo in estenuanti trattative con l’obiettivo di raggirare quel voto. L’art. 50 del trattato per l’uscita va attivato e rapidamente. Gli inglesi avranno tempo e modo di ricredersi ma non buttiamo “il bambino con l’acqua sporca”. La prima lezione da questa vicenda deve venire per l’Europa e per le tecnocrazie europee. La democrazia non è una variabile e non lo è l’espressione del popolo che va rispettata.
La Gran Bretagna esca e l’Europa cambi e torni nelle mani della Politica e dei popoli. Ma serve soprattutto un leadership politica europea. Se ne avverte l’assenza. Il cambio di passo che molti pretendono richiede un autorevolezza che non c’è. Chiarezza, determinazione e autorevolezza deve essere la missione dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici europei.
La crisi economica ha messo in evidenza i limiti strutturali dell’UE. La governance economica dell’UE in particolare è il riflesso delle teorie economiche di destra dei decenni passati e si è dimostrata economicamente inefficiente, opaca e non in grado di far uscire l’Europa dalla recessione. Noi siamo per una governance economica più democratica, al servizio di una visione della società più ampia e più equilibrata. Le troike non elette e le commissioni di funzionari non devono avere il potere di prendere decisioni politiche che influenzano la vita dei cittadini europei. Il loro operato deve essere aperto allo scrutinio pubblico e al controllo democratico.

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