Quel cappello del cazzo…

giuseppeDalla finestra della mia camera da letto, quella mattina entrava un sole primaverile bellissimo, la giornata si presentava bene. Una bella doccia con un solo pensiero in mente, andare a Paolo VI in moto. La mia bambina, una BMW 1150 GS ADV, capolavoro d’ingegneria tedesca, opera d’arte assoluta, compagna di 1000 viaggi in giro per l’Europa. Un amore vero, chi lo ha detto che le moto non hanno l’anima ? Via Dante, Viale Magna Grecia, sottopassaggio, Ponte Punta Penna, uscita Grottaglie, Paolo VI. Dieci minuti di profumi di mar piccolo mischiati a puzza di minerale di ferro, CO2, veleni sconosciuti, tumori e malattie di ogni genere. I ragazzi mi aspettavano, entrai dal cancello e parcheggiai il mostro davanti alla porta d’ingresso, sotto la finestra della mia aula al piano terra, così da poterla tenere sott’occhio. Aprii il baule posteriore e presi l’armamentario del professore, registro rosso, penna, occhiali, Marlboro rosse e accendino, cellulare. Entrai in classe ed i ragazzi andarono al loro posto. Appello. Mi accorgo che Marco ha in testa un voluminoso cappello e lo invito a levarlo. Il ragazzo sembra sorpreso e sconvolto, resta col cappello in testa. Insisto: Marco, per educazione, per rispetto, fa caldo, levati il cappello. Il ragazzo è in evidente imbarazzo e mi risponde con un “ no prof ” perentorio. Non so che fare, qualcosa mi sfugge, rifletto. Non posso accettare quel “no” senza reagire, non posso accettarlo in classe con quel cappello in testa. Non posso far finta di niente. Decido di mandarlo fuori dall’aula: tra di noi c’è un patto, l’educazione e il rispetto prima di ogni cosa. Lui mi punta addosso uno sguardo cattivo ma con gli occhi umidi, si alza a malincuore ed esce sbattendo la porta. Sono basito, non riesco a capire, qualcosa mi sfugge, guardo gli altri ragazzi per chiedere lumi. Elena, la boss, mi invia un sorriso di chi la sa lunga, di chi ha capito e sa che il prof è out in certe cose. Pressò, mi dice, quello stamattina s’è alzato tardi, ha calcolato che tempo per la doccia non ne aveva, non voleva perdersi la sua lezione e per essere qui alle otto s’è aggiustato alla meglio e per non far vedere i capelli non in ordine s’è messo quel cappello del cazzo, ma lei lo ha deluso, adesso sta piangendo, ma è inutile andare a cercarlo, deve sfogare, tra un quarto d’ora lo vado a chiamare io, e non avrà il cappello in testa.

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