Quando Il mostro dorme accanto.

manifesto federica per lamalalingua
Quella notte ho giurato a me stessa di non stare mai più in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione le donne e i bambini siano costretti a subire violenza. Dobbiamo sempre schierarci. Fare e pretendere che si faccia qualcosa per proteggerli. Il silenzio è complice, è colpevole quanto l’omertà!
Troppe volte, portando conforto in ospedale, ho incontrato occhi smarriti, sfuggenti…
Quando riesco ad incontrarli, fra le lacrime, ti chiedono aiuto per una misera vita che, fra le mura domestiche e non solo, diventa un inferno. Il dolore fisico, il condizionamento psicologico, la paura: “Se parlo cosa può accadermi?”… “dice che mi uccide”…”ammazza me e i miei figli”…”se parlo i miei fratelli gliela fanno pagare e finiscono in galera”…
Sono momenti in cui la disperazione s’infrange sul muro della tua impotenza…
Che fare? Non arrendersi! Fare breccia nel muro dell’omertà eretto dai “familiari” da chi le invita subdolamente ad avere pazienza: prima o poi dovrà passare. E quel che passa è spesso la vita che viene tragicamente interrotta. La “potenza” di un uomo che in quel momento deve sentirsi come un dio: ti da la vita e si arroga il diritto di toglierla a suo piacimento.
Saremo noi. Saremo tante. Saremo con Rita ed Enzo. Siamo volontarie che portano amore e conforto. Continueremo a farlo ogni giorno, in corsia negli ospedali dove i nostri fratelli e sorelle sofferenti ci aspettano. Quella sera lo faremo per le strade della nostra città, con una fiaccola che possa illuminare i volti omertosi dei complici. Ricordare il volto di Federica e del piccolo Andrea. Perché nessuno dimentichi com’erano e cosa hanno subito. Perché chi è solo con la paura sappia trovare il coraggio di parlare! Perché “ignorare”, “dimenticare” non sia la risposta per combattere la violenza!

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