Piero Bitetti un sindaco della gente, per la gente, con la gente

Mi sono chiesto più volte in questi anni quali fossero le ragioni del tracollo della mia città, Taranto, sul piano economico, politico e culturale. Ho cercato le cause ripercorrendo le varie scelte attuate negli anni dalla politica e ne ho tratto una conclusione che per certi versi potrebbe, finanche, apparire scontata: la causa è la mancanza di uomini in grado di compiere scelte giuste, i cosiddetti uomini giusti al posto giusto e, permettetemi di dire, al momento giusto. Sarebbe troppo noioso per il lettore elencare le tanti occasioni perdute, le tante promesse mancate, i tanti errori fatti nel tempo dai nostri rappresentanti politici, in buona o cattiva fede, e per questo non lo farò e andrò oltre perché così occorre fare, visto che il passato non ci appartiene più, quand’anche di quel passato possiamo farne tesoro per non sbagliare. Perché è questo il punto nodale: Taranto non può più sbagliare nelle sue scelte! Non può più farlo perché ha toccato il fondo nella realtà nazionale e oltre il fondo c’è il buio pesto. Amo confrontarmi con la gente di strada da sempre e discutere di politica e, mai come questa volta, sento pronunciare da tante persone che non si conoscono tra loro una frase ripetuta a mo’ di canzone che dice tutto: ” Taranto è morta!” C’è ben poco da aggiungere e da commentare perché la crisi che attanaglia un paese intero, a Taranto si sta facendo sentire forse ancora più che altrove. Mi sono chiesto il perchè e, ancor di più, mi sono chiesto cosa possiamo fare da dove dobbiamo ripartire? Trovare la soluzione a problematiche economiche e del lavoro che hanno risvolti complessi caratterizzati da congiunture internazionali credo non è facile per nessuno in un periodo, peraltro, in cui i fondi a disposizione sono scarsi, pertanto ritengo che il primo punto da cui occorre partire è ristabilire il  legame tra il cittadino e la politica, ovvero quella amicizia spezzata dalle troppe promesse non mantenute e dalla inefficienza della macchina amministrativa. Perché quella del rilancio è una partita da giocare insieme ad una città intera dove la fiducia per le istituzioni cittadine è completamente venuta meno. Ed è proprio per questo, maturando questa idea, che ho scelto e mi sono schierato con Piero Bitetti. Una scelta logica, ma anche una scelta di cuore. Già perché a pensarci bene, in fondo, la Taranto di oggi ha bisogno di essere guidata non da burocrati in giacca e cravatta o da persone affermate, abituate a girare con le scorte e gli autisti, ma un sindaco della gente, per la gente, con la gente (è questo lo slogan vincente che ti propongo io Piero!!!!) un sindaco che sia amato dai suoi cittadini per la sua semplicità, per il suo stare nelle strade a parlare con tutti, un sindaco pronto a risolvere i problemi in prima persona, o meglio… pronto a metterci la faccia sempre e comunque. Conosco Piero per il suo trascorso di esperienza politica e lo stimo, ma non lo scelgo solo per questo. Lo scelgo con la testa, come detto prima, oltre che con il cuore, nella convinzione che questa città ha bisogno di una persona giovane, dinamica, attiva, con idee nuove. Buon Dio, cosa possiamo aspettarci da tanti candidati ormai arrivati alla pensione o alle alte vette, soprattutto economiche, in termini di entusiasmo? Cosa possiamo pensare di ottenere da tanti esperti abituati ad una forma mentis giuridica in termini di gestione della cosa pubblica? Amministrare un comune non è facile e richiede la giusta esperienza nel settore. A tal proposito gli antichi romani col loro senso pratico ci hanno insegnato tanto. Un tempo nella società romana si scalavano le cariche e si arrivava al grado di console o senatore per anzianità e per meriti conquistati sul campo e anche nell’esercito era così. I centurioni avevano combattuto mille battaglie e sulle armature portavano le piastre (i soldati di oggi portano le medaglie) di tante battaglie. Pensate ci sono esempi di centurioni che hanno combattuto fino a 80 anni nell’esercito romano. Ed allora, non ci si può improvvisare Sindaci senza essere stati consiglieri, senza aver compreso il funzionamento della macchina amministrativa, senza aver scalato i gradini partendo dal gradino più basso. Piero Bitetti rappresenta per me la scelta giusta perché ha l’età giusta, l’esperienza giusta, la forza e l’energia per affrontare questa sfida difficile: far risorgere la città di Taranto dall’indifferenza. Io sono certo che Piero saprà essere il Sindaco di tutti e si farà amare dalla gente  stando in mezzo a loro e non seduto sulla poltrona del palazzo, come ha fatto qualcuno… Caro Piero Taranto ha bisogno di tornare ad essere una comunità. Ha bisogno di ripartire dalle piccole cose: la normalità amministrativa. I grandi progetti verranno dopo, proprio come hai detto tu. È questo il programma giusto per rilancio e noi siamo gli uomini giusti per realizzarlo. Per la gente, con la gente, tra la gente. Forza Piero.

 

Avv. Pier Paolo Piangiolino

Laboratorio Democratico Taranto

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