Perche’ i tarantini hanno votato cosi’?

 

Mi sforzerò di fare un’analisi la più obiettiva possibile io che certamente sono di parte. Come è ben noto ho sostenuto apertamente al primo turno la candidatura di Piero Bitetti e al ballottaggio quella di Rinaldo Melucci. In una battuta credo che abbia vinto la ragione e la saggezza, che sia stato sconfitto l’avventurismo, la politica urlata e il populismo. Al ballottaggio ci sono andati due personaggi diversi, ma ambedue espressione di partiti e con una propria sostanziale continuità con il passato. Melucci era l’espressione della sinistra e del PD e sostanzialmente si è giovato dell’apporto elettorale di personaggi già impegnati nell’amministrazione Stefàno. Questo non significa che Melucci è la continuità di Stefàno anzi a mio parere esprime la voglia di rottura con questo passato prossimo. Credo che abbia fatto sua l’idea che sarebbe stato stupido gettare via l’acqua sporca (l’amministrazione Stefàno) con tutto il bambino cioè gli amministratori che hanno sostenuto Stefàno. La Baldassari aveva imbarcato anch’essa qualche esponente della sinistra ma soprattutto era l’interfaccia civica del centro destra avendo come sponsor ufficiali Tamburrano, Chiarelli e Vitali. L’artifizio di creare un simbolo in tutto e per tutto uguale a quello di Forza Italia con il solo cambio di Forza Italia con Forza Taranto non ha infinocchiato nessuno anzi i tarantini hanno scoperto il giochino, si sono sentiti presi per il naso e si sono incazzati preferendo votare chi non ha avuto difficoltà ad esibire la propria tessera di identità e la sua appartenenza. I tarantini stavolta hanno avuto una gamma molto vasta di candidati e di liste per cui potevano davvero scegliere. Chi non poteva soffrire l’establishement del PD Pelillo, Vico, Emiliano e voleva un rinnovameno del partito pur rimanendo a sinistra poteva votare Piero Bitetti, per i tarantini che avevano in mente di farla finita con i partiti c’era Nevoli il candidato di Grillo, c’era Franco Sebastio, c’era Massimo Brandimarte. Gli ambientalisti avevano addirittura tre opzioni: potevano votare Sebastio, potevano votare Fornaro e anche il candidato di Grillo. Invece cosa è accaduto? Il voto antisistema, ambientalista, anti PD e anti destra si è frantumato e non è riuscito a coagularsi intorno ad un unico candidato. Se lo avesse fatto sarebbe arrivato primo al ballottaggio con una seria ipoteca sulla vittoria. Se infatti mettete insieme le percentuali raggiunte da Nevoli, Sebastio, Brandimarte, Fornaro e Romandini arrivate ad un signor 37,82% che, scontata l’impossibile alleanza tra la sinistra di Melucci-Bitetti (in totale insieme raggiungono il 26,11%) e Baldassari (22,27%), era un viatico sicuro oltre che per andare al ballottaggio per vincere la partita. Così non è accaduto e gli individualismi hanno prevalso sull’unità e come è noto in politica chi si divide perde chi invece riesce a fare sintesi vince come ha dimostrato Melucci che è stato capace al ballottaggio di fare sintesi con Bitetti, Sebastio e Brandimarte rispetto alla Baldassari è rimasta sola con i suoi. Io penso che in sostanza i tarantini hanno decretato la fine dell’ambientalismo estremista e catastrofico, hanno bocciato i populismi di destra e di sinistra, hanno dimostrato di non gradire l’avventurismo, la demagogia a tanto al chilo e la politica urlata, la vuotezza di idee e l’assenza di progettualità, gli eccessi verbali, la mancanza di una visione del futuro, ed hanno preferito la certezza, la misura, la concretezza, i programmi, i progetti, le idee, la sobrietà e la calma di chi sa di avere la ragione dalla sua parte, la serenità di chi lavora politicamente per qualcosa e non contro qualcuno Per questo magari con qualche riserva sui suoi compagni di viaggio hanno preferito alla candidata del centro destra la misura, la compostezza e la concretezza di Melucci. Io penso che tutto sommato ci è andata bene. Una città infatti che si pretende di governare urlando e con slogans e populismi è destinata come ha dimostrato il nostro recente passato a non andare da nessuna parte.
Mario GUADAGNOLO

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