“Pensa, potresti essere la prima donna a scrivere su Cronaca Vera!”

Martedì 3 gennaio, ore 17.30 presso il Nautilus a Taranto, in viale Virgilio n. 2 si terrà la presentazione del volume “Tabloid Inferno. Confessioni di una cronista di nera” di Selene Pascarella. Un incontro per discutere del volume, che a metà tra romanzo e autofiction sviscera il funzionamento e i linguaggi della cronaca nera in Italia, alla presenza dell’autrice, dell’avv. Mirella Casiello, presidente dell’Oua ed Enzo Ferrari, direttore di Taranto BuonaSera. Un pomeriggio dedicato alla cronaca nera e giudiziaria e al viaggio delle narrazioni tossiche tra media e aule di tribunale.

Selene è una giornalista e per quattro anni esplora dall’interno il funzionamento della cronaca nera in Italia. Come freelance di tabloid di serie zeta scopre del paese in cui vive (e di se stessa) molte cose che avrebbe preferito ignorare. Qualsiasi pezzo scritto con coscienza, sensibilità e impegno viene trasformato in un capolavoro pulp a colpi di titoloni sensazionali e foto scabrose. Ma i titolisti non inventano nulla, pescano solo il lato più oscuro nel brodo avvelenato servitogli dal cronista.
Confessando con schiettezza e autoironia il modo con cui ha narrato i principali fatti di cronaca nera degli ultimi anni, l’autrice svela i meccanismi che regolano l’universo dell’informazione giudiziaria e scandalistica. Un delitto non è mai un delitto ma una novel fiction che si sviluppa nell’arco del tempo, come una soap opera o un serial televisivo. Prevalgono i personaggi standardizzati, il codice fiabesco e l’abuso del colpo di scena. Le vittime che bucano la soglia dell’attenzione mediatica sono quasi sempre quelle che il pubblico trova piacevoli da guardare e i casi di femminicidio vengono trasformati in parabole lacrimevoli e morbose.
Quando si parla di sangue il labile confine tra informazione alta e bassa salta del tutto e le narrazioni tossiche della cronaca nera non restano rinchiuse entro i confini dei tabloid, della tv del pomeriggio e della colonna destra dei grandi portali d’informazione. Rompono la diga, infiltrando gli atti processuali e l’attività investigativa, influenzando lo sguardo del pubblico, dove andranno a pescare le loro prossime vittime.
“Bastano poche parole di stima per farti capire che piega ha preso la tua vita. C’è chi passa l’adolescenza sognando di scrivere il grande romanzo americano. Qualcuno affila, tra un esame universitario e uno sciagurato infortunio al
ginocchio, il proprio curriculum vitae di giornalista bianciardiano.
Nemmeno il figlio più reietto dell’informazione nell’era di Scienze della comunicazione vagheggia una carriera nel fior fiore dei tabloid scollacciati. Accorre in edicola ogni settimana, per gustare le alte bassezze della penny press nostrana con gli amici prediletti. Leva il cappello di fronte alla grandezza dell’opera nel suo genere, relegandola nello spazio residuale del trash. Materiale per imbastire una manciata di post di successo, non certo la solida base su cui costruire una vita adulta”.
Selene Pascarella è nata a Taranto nel 1977 e dal 2005 svolge con alterne fortune il mestiere che sognava da bambina. Giornalista freelance, si occupa di cronaca nera, horror fiction e produzione seriale televisiva. Ha militato in svariati tabloid italiani (che non le sono sopravvissuti) e attualmente collabora con Il Fatto Quotidiano. Nel 2011 ha pubblicato il saggio L’alba degli zombie. Voci dall’apocalisse: il cinema di George Romero con Danilo Arona e Giuliano Santoro (Gargoyle Books).

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