“Il Pd che non c’è più…”

Pietro Grasso non ha dubbi: “il Pd era quello di Bersani insieme a Sel, quelli erano i principi e i valori che incarnavano il ragazzo di sinistra che aveva avuto per tutta la vita compressa questa sua natura dei valori di uguaglianza dei diritti, di libertà. Compressi prima come magistrato che non può farsi influenzare dalle proprie idee politiche e poi dal ruolo istituzionale di presidente del Senato. Ora vediamo se finalmente alla bellissima età che ho raggiunto posso riuscire a esprimere me stesso”.

Sono trascorsi solo 5 anni dal novembre 2012 e dalle elezioni primarie della coalizione di centro-sinistra Italia. Per l’individuazione del leader alla guida della coalizione formata da PD, PSI e SEL alle consultazioni elettorali del 24-25 febbraio 2013, i candidati del PD sono Bersani, Laura Puppato, Matteo Renzi, e ancora Nichi Vendola  e Bruno Tabacci.

Il primo turno registra l’affluenza di 3 milioni di elettori; Bersani ottiene il primo posto con il 44,9% dei consensi (1.395.096 voti), contro il 35,5% di Renzi. Al ballottaggio tra i due candidati più votati; Bersani ottiene il 60,9% dei voti (1.706.457) contro il 39,1% di Renzi (1.095.925). Pertanto Bersani è il candidato premier del centro-sinistra alle elezioni politiche del 2013.

A dicembre 2012 il PD svolge le primarie per la scelta del 90% dei candidati parlamentari che vanno a comporre le liste in vista delle elezioni politiche del 2013, mentre il restante 10%, in genere inseriti come capilista, viene composto da personalità stabilite direttamente dal segretario Pier Luigi Bersani.

L’8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD candida Pietro Grasso  da Licata classe 1945 al Senato della Repubblica Italiana come capolista della lista PD nella regione Lazio, dove risulta poi eletto.

Alla Camera il PD  ottiene il 25,4% dei voti in Italia, che sommati con i voti delle circoscrizioni estere ne fanno il primo partito. Anche al Senato è il primo partito con il 27,4%. Alla Camera la coalizione di centro sinistra ottiene il premio di maggioranza con il 29,6%, mentre al Senato il 31,6% ottenuto non consente di avere un numero di senatori sufficiente a formare un governo. Nel complesso il PD perde  4 milioni di voti rispetto alle precedenti politiche del 2008, quando invece ottenne 12 milioni di consensi.

Il 16 marzo 2013 Pietro Grasso viene eletto al ballottaggio presidente del Senato con 137 voti,

E’ questo il vero Pd che il Presidente del Senato rimpiange. Quello dello streaming tra Bersani e Letta, da una parte, e Lombardi e Crimi dall’altra.

Bersani s’illudeva dell’apporto grillino per volgere a proprio favore la non vittoria uscita dalle urne. Ma l’azzardo gli costò caro e ne uscì umiliato rinunciando al preincarico conferitogli da Napolitano e lasciando la segreteria del Pd. Più tardi lascerà anche il partito ritrovandosi con “irriducibili rottamati”. Obiettivo dichiarato:  isolare Renzi e favorire i candidati Cinquestelle. La mucca, che Bersani vedeva nel mezzo del corridoio del Nazareno, con l’avanzata delle destre ha percorso ormai tutto il corridoio, è arrivata alla porta e sta bussando, ma la porta non è quella di Renzi ma del M5S a cui Bersani offre il proprio aiuto. E’ proprio vero quel Pd a cui Grasso è affezionato non c’è più!

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