PALAZZO DEGLI UFFICI: Punto e daccapo.

di NINO PALMA
Una recente trasmissione di una emittente televisiva locale (Studio 100 TV) sul Palazzo degli Uffici ha avuto l’indubbio merito di rilanciare una questione, quella del recupero, ristrutturazione e destinazione d’uso del Palazzo degli Uffici, tra i più pregevoli del nostro patrimonio immobiliare, già dichiarato dalla Sovrintendenza ai beni architettonici bene culturale e in quanto tale, in base all’articolo 9 della Costituzione, da tutelare e preservare.
L’Associazione culturale “Aldo Moro” ex studenti, ex docenti e docenti dell’Archita” da sempre ha cercato di mantenere vivo il problema Palazzo degli Uffici.
Tanto che il 1° atto dopo l’insediamento della nuova Amministrazione comunale, è stato quello di scrivere al sindaco, chiedendogli di considerare il recupero, la ristrutturazione e la destinazione d’uso di questo Palazzo tra le priorità della sua attività amministrativa.
Nella sua risposta il Sindaco ci ha assicurato che la questione rientra nel novero di quelle priorità già individuate nelle prossime azioni di governo cittadino che andremo a sviluppare.
Naturalmente ci auguriamo che sia così, anche se qualche perplessità mi hanno destato recenti dichiarazioni in merito del neoassessore ai lavori pubblici, dalle quali mi sembra di aver capito quanto segue:
Un ulteriore ritardo, rispetto alla tempistica prevista dalla precedente amministrazione, circa l’indizione della gara d’appalto per lavori urgenti relativi alla messa in sicurezza dell’edificio (copertura dell’immobile con un tetto costruito a regola d’arte; consolidamento del palazzo, rifacimento delle facciate). Lavori di cui avremmo dovuto vedere l’inizio da tempo e che sono urgenti per l’avvicinarsi di una nuova stagione delle piogge, delle quali qualche assaggio si è avuto nei giorni precedenti.
Rinvio a fine mandato, ossia tra cinque anni (che, sommati ai quindici già trascorsi, fanno esattamente 20 anni) del totale recupero dell’edificio.
Utilizzo dello strumento del projet financing, al solo pensiero del quale ci tremano le vene e i polsi, dati i trascorsi di questi 15 anni (2003-2017) durante i quali si sono alternate diverse imprese (Romagnoli, Pisa costruzioni, Siel, Aedars), ci sono stati contenziosi, ricorsi e controricorsi, cambi di progetti, interruzioni di lavori e così via. Una proposta quest’ultima da vagliare con cautela e perseguibile solo se fosse possibile affidare i lavori ad imprese locali.
Mancati finanziamenti finora da parte del C.I.S. e ricerca di nuovi finanziamenti.
Un affastellarsi di ipotesi per quanto riguarda la destinazione d’uso.
Rispetto a tutto questo, alcune domande sorgono spontanee:
perché si è stravolta la calendarizzazione dell’Amministrazione precedente relativa agli interventi urgenti da eseguire per mettere in sicurezza l’edificio?
Per avere i finanziamenti previsti nel CIS sono stati approntati dei progetti sia per quanto riguarda il recupero che la destinazione d’uso dell’edificio? Si sa che la condizione per ottenere questi finanziamenti si riassume così: sì progetti, sì finanziamenti; no progetti, no finanziamenti!
Di fronte a questa situazione, che ci sembra preluda all’ennesima fase di stallo, chiediamo l’avvio di un confronto in tempi rapidi con l’attuale Amministrazione comunale di Taranto, sia per superare queste perplessità, sia per consentire a questa Associazione di avanzare le sue proposte, in ordine alla ristrutturazione e destinazione d’uso del Palazzo, alla messa in sicurezza di ciò che ancora lì giace della biblioteca e degli altri beni del Liceo Archita e alla nomina di una sorta di commissario ad acta, non retribuito, e unicamente preposto alla soluzione di questa annosa questione, attesa da anni dalla città e da studenti, docenti, genitori e dirigenza del Liceo Archita.
Nino Palma – Presidente Associazione “Aldo Moro” ex studenti, ex docenti e docenti dell’Archita”

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