OPTING OUT

rilancio europa

di Giulio Buccolieri

Sono le “clausole di eccezione” (opting out) che da molti anni consentono a qualche stato (in primo luogo la Gran Bretagna e su materie fondamentali) di essere dentro e contemporaneamente fuori dalla nostra Europa. Tutto questo già prima del voto di giovedì scorso ed è triste vedere sui giornali qualche commento fintamente sorpreso per una verità sotto gli occhi di tutti. Non voglio rinunciare al giudizio sul risultato del referendum britannico: è politicamente grave. Punto. Ma sull’uscita della Gran Bretagna ora tentiamo di ragionare, passata qualche giornata di titoli d’effetto sui giornali e di immancabili e sempre meno sopportabili talk show televisivi: molto rumore e pochi veri pensieri. Conseguenze economiche ci saranno e non saranno, a mio parere, tragedie. E non ci incantano i listini azionari in borsa che seguono le logiche della speculazione finanziaria. Il sistema economico (che è davvero globale) ha da solo gli anticorpi per reggere tutto. E tutto reggerà, compreso il sostanziale libero scambio anche con quel paese che è “uscito”. La svalutazione della sterlina di oggi si ridurrà, ma questo danneggia loro per le importazioni (tante) e per gli investimenti che fanno all’estero con forti capitali. Noi abbiamo l’Euro che è in salute. Conseguenze politiche dell’Europa a 27? La cosa peggiore che può succedere per i governi europei è continuare una marcia lenta (e miope) che non risolve le diseguaglianze sociali, la burocrazia soffocante e le ingiustizie che sono il terreno fertile dei populismi di ogni paese, noi compresi. Ma può succedere, me lo auguro, che sia un’occasione di svolta vera per progettare un nuovo modo di stare insieme. L’Europa può essere un motore di cambiamento e non l’incontro occasionale di tutti gli egoismi nazionali. Coraggio ci vuole e non è impossibile, che rinuncino tutti, per il bene comune, a un pezzo della propria sovranità. Qualcuno può dire che oggi il vento dei nazionalismi, degli xenofobi, delle forze politiche anti-sistema e degli euroscettici è forte. Vero, ma tutti i democratici e moderati europei hanno la possibilità di dare battaglia politica e ridiventare punto di riferimento e chiave del cambiamento. La novità, dopo i prossimi due anni di trattative (che in economia, nel sociale e in politica è un’eternità) con la Gran Bretagna, sarà che almeno non facciamo finta di stare insieme per forza.

Giulio Buccolieri

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