obiettori di coscienza…

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Sono trent’anni che ci prendono per il culo. Un balletto che dura da 30 anni. Rilievi formali, accordi saltati, difetti procedurali. Ieri è crollato un ponte in provincia di Lecco. Non sono riusciti in 5 ore a bloccarne l’accesso per un incertezza procedurale. Non si sa chi avrebbe dovuto farlo: l’Anas o la provincia o l’anima dei m…cci, loro, non quella di chi è rimasto ucciso sotto quel cavalcavia, ne di quella povera ragazza che si era recata in ospedale per dare la vita a due gemelline e ci ha lasciato la sua per un medico che si è rifiutato di praticare un aborto terapeudico. La Magistratura accerterà i responsabili. Questa è l’Italia che vogliono. Un Paese incerto, confuso in cui ognuno può farla franca evitando le sue responsabilità. Quelli del puzzle che spesso avete visto accapigliarsi nei salotti televisivi stanno spudoratamente tutti insieme per farla franca ancora una volta. Sono tutti convinti paladini del NO, obiettori di coscienza ammesso che ce ne abbiano una. Per sostenere le loro argomentazioni, la sette ha dovuto prenderne in prestito uno dal DINO Park   di San Lorenzello a pochi chilometri da Nusco. Questa volta dipende da noi rimandarcelo dove merita di stare insieme a tutti gli altri. Basta un Si e l’Italia sarà meno ipocrita e più libera di costruire il suo futuro.

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