Notizie dal fronte???

di Nino Palma *

Non amo il linguaggio paludato e il politichese! Perciò dirò poche cose, così come le vedo e le penso!
Mai la situazione politico-amministrativa della nostra città è stata così drammaticamente confusa come in questo dopo-elezioni amministrative.
Non mi riferisco ovviamente ai nomi della Giunta, che di tanto in tanto il neoeletto Sindaco tira fuori dal suo cilindro, o al fatto che alcuni di essi non siano autoctoni!
Né al marchio della tarentinità a tutti i costi, anche se qui non siamo messi proprio male in quanto a persone di alto profilo, benché non sempre laureate alla Luiss o alla Bocconi!
Comunque i nuovi assessori li valuteremo dai fatti e dalle realizzazioni, se ce ne saranno e se saranno in grado di produrne!
E comunque, quella di scegliersi la squadra è prerogativa del Sindaco, come dice la legge!
Mi riferisco ad altro!
Al fatto che ben presto il Sindaco, a causa di alcune sue scelte, ha sfregiato il suo profilo di autonomia, su cui aveva fatto perno durante tutta la campagna elettorale e grazie al quale era penetrato elettoralmente in settori della società per lui inimmaginabili!
Penso soprattutto alle due scivolate iniziali, quando ha avuto l’idea di iscriversi ad una corrente del PD, di cui mi sfugge il nome, e di partecipare alla assemblea nazionale di quella corrente, dove è stato esibito come simbolo grazie al quale il governatore di Puglia si è potuto giocare sul piano nazionale la carta di un non meglio precisato modello Puglia.
A seguire è arrivata anche la formazione della giunta che, da quel che si capisce, sta avvenendo al di fuori delle sedi deputate, istituzionali e politiche, con una particolare sensibilità verso voci di provenienza levantina o di altra provenienza!
La nomina dell’architetto Sergio Scarcia, non si capisce se come tecnico o su indicazione del suo partito, la vedo più che altro come atto di riparazione o come contentino da offrire al partito di maggioranza e comunque dimostra quel che dicevo prima in quanto alla presenza nella nostra città di figure di alto profilo non solo tecnico ma anche politico! E forse il Sindaco, se avesse fatto una ricerca più accurata, ne avrebbe trovate altrettanto valide e soprattutto dotate di una profonda conoscenza della città. Dote che per gli assessori, nominati finora, è tutta da dimostrare!
Rispetto a questo scenario, alcune domande mi pongo.
La prima è: ma il PD cittadino e provinciale, che è stato il miglior tributario di voti per l’elezione del Sindaco, dov’è? C’è ancora qualche organismo dirigente di questo partito? A me pare che sia caduto in uno stato di confusione, di silenzio prolungato, di abulia, di catalessi e di totale incapacità di dare una qualche dritta, affinché la barca non vada a infrangersi tra marosi e tempeste.
La seconda è : il Sindaco di Taranto si rende conto che la sua elezione non è avvenuta solo grazie alle mirabilie messe in campo dal Presidente della Regione Puglia nella fase tra il primo e il secondo turno, ma grazie soprattutto al voto conquistato da tante compagne e compagni durante la campagna elettorale, che hanno vinto spesso resistenze, si sono beccati rifiuti e insulti a non finire?
La terza è: il Sindaco di Taranto si rende conto che della sua autonomia è rimasto ben poco, essendo ormai una autonomia unidirezionale, ossia solo nei confronti del Partito e della maggioranza di centrosinistra che lo ha fatto eleggere e dei consiglieri che più hanno contribuito alla sua elezione (i primi tre eletti del PD hanno portato il 60% dei voti al loro partito, contribuendo in modo determinante all’elezione del Sindaco).
Infine! Come pensa il Sindaco di Taranto di reggere a lungo in queste condizioni e con queste premesse?
Se questo è lo scenario, io la vedo molto dura!
In conclusione, per salvare baracca e burattini:
Il gruppo dirigente del PD riprenda in mano la situazione e la governi con saggezza. Se ne è capace! Altrimenti si faccia da parte e lasci spazio ad altri.
Si faccia promotore, unitamente a tutta la coalizione di centrosinistra, di una richiesta di riapertura di una trattativa seria, da farsi nelle sedi appropriate.
Ci sia un dialogo costante tra il Sindaco e il Consiglio comunale, con particolare riferimento ai consiglieri di maggioranza che gli hanno dato i voti per la sua elezione e che gli devono dare i voti per poter reggere!
I consiglieri comunali, a loro volta, inizino a concentrarsi sui problemi da affrontare!
A meno che non si voglia navigare a vista, al momento non vedo altre strade affinché Taranto esca, al più presto, da questo triste capitolo della sua storia amministrativa.

*Prof. Nino Palma – per caso iscritto al PD, ma da sempre e per sempre Renziano.

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