“N’avite rutte u cazze”…

vota antonio

Prendiamoci un caffè. Ho bisogno di parlarti. Prevedevo l’argomento. La data s’avvicina, qualche incontro l’ho già avuto. Altri ci saranno.

Ci siamo visti il giorno dopo e lui l’ha presa alla lontana: come va? La famiglia? Il lavoro? La salute? Finalmente viene al dunque: “sai ci siamo incontrati, ne abbiamo parlato. Lui vorrebbe sapere cosa ne pensi”. Vi siete incontrati chi? Avete parlato di cosa? E lui chi sarebbe? Da vecchio volpone mi tiravo la calza mostrandomi ignaro…

“Sai i tempi sono maturi. Bisogna prepararsi per tempo. Lui ha detto che ci stà e che le condizioni sono buone per provarci ma serve costruire il consenso intorno alla sua immagine”.

Il lui (o la lei) del quale abbiamo parlato potrebbero essere diversi e neppure sotto tortura ne svelerò l’identità ma ciò che vorrei raccontarvi è il “rito del coinvolgimento”. Spero di riuscirci.

Il lui è espressione di un gruppo di amici che lo hanno pregato di “rendersi utile alla città”. La sua esperienza, levatura morale, conoscenza, comprovata stima e fiducia… Parole trite e ritrite di un copione che conosco. Veniamo al dunque: guarda che l’approccio è sbagliato. Bisogna prima avere l’idee chiare sul da farsi. I problemi sono tantissimi e di difficile soluzione. Non è una passeggiata, Taranto è alle pezze!

“Noi siamo pronti e abbiamo le idee chiare”.

C’e un problema di decoro urbano. Manutenzione, pulizia, qualità della vita. Povertà crescente. Recupero dell’emarginazione dilagante, degli esclusi.Tutela della salute e recupero dell’ambiente. Lavoro, reddito, occupazione.

Argomenti che farebbero tremare i polsi ai più esperti e che richiedono capacità di governo inaudite di un territorio allo stremo delle forze. Non basta cavalcare la protesta. Quello è facile: basta saper gridare più degli altri. La ricerca delle soluzioni è difficile, ed ancor più difficile il rispetto degli impegni…

“Abbiamo una squadra d’esperti che ci sta lavorando: ogni problema avrà una riposta. Ci vorrà del tempo ma noi ci riusciremo. Ora bisogna vincere e tu puoi darci una mano”…

Io ho già dato e non intendo tornare a spendermi in prima persona. Posso forse aiutarvi ad interpretare il disagio e aiutarvi a costruire qualche programma/progetto: mi capita spesso d’acoltare la gente, le sue angoscie, i suoi problemi. Finita l’estate i drammi restano, i figli s’allontanano in cerca di un lavoro impossibile. La città non offre nulla ed i “vecchi” sentono tutta il loro fallimento per non essere riusciti a costruire una società giusta, equa, che offra ai loro figli una opportunità di vita normale e dignitosa. Finche siamo vivi ci penseremo noi con grandi sacrifici, ma noi non siamo eterni…e poi? Per loro quale futuro ci sarà?

E’ la domanda ricorrente alla quale non so dare risposta se non per me stesso. Finchè ne avrò la forza, non mi tiro indietro. Quando avrò chiuso gli occhi, che la terra mi sia lieve… ma finchè gli occhi sono aperti la rabbia monta contro la strafottenza di chi pensa solo ad occupare una poltrona, ad assicurarsi una “carica” con la sua indennità ed i conseguenti “rimborsi spese”…

“Di questo parleremo e avremo modo d’approfondire… tu devi darci una mano: abbiamo bisogno di piazzare molte liste intorno al candidato/a. Pensa ad un nome per la lista”…

Vedi che è importante definire il “cartello d’alleanze”. A destra o a sinistra? Dove vi collocate? Chi sono i vostri interlocutori a Bari e a Roma?

“Questi sono schemi vecchi, alla gente poco importano i programmi di destra o sinistra. Ciò che importa sono le persone. Con chi stiamo lo vedremo. Ora è prematuro. Piuttosto, questo nome della lista, pensaci: è importante dare immediatamente l’immagine di chi siamo e di ciò che vogliamo esprimere”…

Io il nome della lista che farò ce l’ho già ed esprime perfettamente il nostro stato d’animo. Sono certo che non avremo difficoltà a mettere insieme consensi e candidati disponibili.

“Benissimo allora dimmi che lo comunico al candidato”…

“N’avite rutte u cazze”. E’ il nome della lista e sono certo che sfonderà…

FacebookTwitterGoogle+

Lascia un commento