Menomale che Silvio c’è…

“I risultati siciliani ovviamente erano ampiamente prevedibili, ma questo non toglie nulla alla loro drammaticità. Drammatici per il centrosinistra, drammatici per il Pd”. Big Michele dal Fronte, quello democratico,  così commenta i primi risultati sulle elezioni siciliane che vedono la sconfitta dei due candidati di centrosinistra. Non ci sono vincitori nel campo ampio progressista! “Nessuno cominci un gioco allo scarica barile, cercando di dare la colpa gli uni agli altri”. Il Pd sotto il dieci per cento in Sicilia  è un fatto gravissimo che prevede una svolta radicale che, lo dico chiaro, non sono le dimissioni di Renzi:”Abbiamo fatto da poco le primarie, le abbiamo svolte e il segretario è Renzi. E in questo momento chiedere le dimissioni del segretario corrisponde a violare le regole del Pd, cosa che non farò mai”.

Da giorni il flop siculo del Pd era dato per certo e i veri timori erano sul quarto posto dopo Claudio Fava, il candidato con cui Mdp e la sinistra speravano di riscrivere i rapporti di forza dentro il centrosinistra.

Alla “sfida gentile” di Micari hanno creduto  il 19,5% degli elettori. La quarta proiezione Piepoli per la Rai – su una copertura del 18% – vede il candidato del centrodestra Nello Musumeci in testa con il 36% delle preferenze (la coalizione che lo sostiene al 38,6). Seguono l’esponente del M5S Giancarlo Cancelleri al 34% (M5s al 27,2%), Fabrizio Micari con il 19,5% (la colazione che lo sostiene 25,9%) e Claudio Fava che si conferma al 9% e la Lista i Cento Passi al 7,3%.

Oggi il  Presidente Grasso replica indirettamente alle parole del renziano di casa, Davide Faraone che lo ha accusato di non avere il coraggio che ha avuto  Micari quando il Presidente del Senato si è defilato: “Il presidente del Senato ha comunicato ufficialmente l’impossibilità, per motivi di carattere istituzionale, di candidarsi alla Regione Siciliana il 25 giugno scorso. Non si può certamente addebitare a Grasso  che, al di là dell’ardita ipotesi di far dimettere la seconda carica dello Stato per competere all’elezione del Governatore della Sicilia, per lunghe settimane non si sia delineato alcun piano alternativo”. “Imputare a Grasso il risultato che si va profilando per il Pd, peraltro in linea con tutte le ultime competizioni amministrative e referendarie, è quindi una patetica scusa, utile solo ad impedire altre e più approfondite riflessioni, di carattere politico e non personalistico, in merito al bilancio della fase attuale e alle prospettive di quelle future”.

Matteo Renzi ha convocato per il 13 la direzione, pronto a cercare un dialogo che eviti una resa dei conti interna esiziale per il Pd a pochi mesi dalle elezioni. Ma non capisce chi, come Andrea Orlando, usa il voto siculo per mettere in discussione la sua premiership: “Ma dove è la novità? La scorsa volta si è vinto con il 13 per cento del Pd, con l’11 dell’Udc e il 6 della sinistra di Crocetta e perchè la destra era divisa”.

E l’ultimo cavaliere immortale l’Highlander Berlusconi non si è fatto attendere: “Queste elezioni le ho vinte io,  grazie al fatto che negli ultimi giorni sono andato giù e ho dato la spinta decisiva per la vittoria”. Difficile smentire il leader di Forza Italia. Senza di lui sull’Ars oggi sventolerebbe la faccia di Grillo e infatti al nazareno c’è chi trova il coraggio d’intonare:  Menomale che Silvio c’è…

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