Menestra scarfate…

Volutamente l’immagine non è di Taranto. Ma guardatevi intorno e scoprirete che …

Molti a parole, spesso incomprensibili, invocano discontinuità: da chi e da cosa? E’ facile dirsi diversi da ciò che non è stato gradito.  Lo vedi quello? E’ brutto, sporco e cattivo. Io sono diverso…chiacchiere sò, è sule menestra scarfate!

Non è detto che la minestra riscaldata non sia buona, l’importante è sapere che è quella avanzata, rimescolata in padella. Se era buona, sarà forse ancora più buona. Se era brutta, sempre brutta resta.

Considero il diritto di essere differente come il privilegio di essere libero. Ma fra il dirsi diversi e l’esserlo, il giudizio degli occhi che osservano ma soprattutto delle teste che pensano senza lasciarsi condizionare dalle tecniche di comunicazione, è il vero discrimine.

Taranto è giustamente indignata. Rende meglio l’idea: incazzata! Provate ad ascoltare le “parole”, quelle vere e spontanee, della gente. Quelle di chi, per strada, osserva e giudica.

E menumale ka a Tarde nueste solde nonne stonne…

La sfilata delle facce sorridenti è cominciata per la gioia delle agenzie di comunicazione, web marketing, tipografie, spazi pubblicitari, plance ciclopiche e costosissime, fino ad   arrivare ai gruppi organizzati che ti assicurano volantinaggi ed affissioni, spesso abusive. Tutti in gara per migliorare l’immagine del candidato Sindaco. Senza considerare i “capibastone” che guidano l’esercito dei candidati consiglieri.

Quanto costa tutto questo? Chi paga, e perché lo fa? Ma soprattutto serve davvero a chi?

Proviamo a discuterne senza ipocrisia ora, adesso. Il “giorno dopo” sarebbe inutile e noioso.

Kamang (pseudonimo dell’autore del testo)

 

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