Mattarella oggi a La Grave di Castellana: la storia inizia novanta-cento milioni di anni fa…

La Puglia era sommersa da un antico mare, nel quale vivevano vaste colonie di molluschi e vegetali marini che  morendo hanno lasciato i loro gusci svuotati e le loro carcasse sul fondo del mare  a formare uno strato di calcare dello spessore di diversi chilometri. Poi il progressivo innalzamento delle terre ha portato la regione al suo aspetto attuale e nella massa calcarea emersa, a causa della sua rigidità, si sono formate estese fratture, che l’hanno fortemente incisa. L’acqua fluviale  percolando nel sottosuolo ha formato un’estesa falda acquifera sotterranea in grado di sciogliere gradualmente il calcare e di allargare le fratture. Nei luoghi in cui le fratture s’intersecano in gran numero si sono verificati estesi e ripetuti crolli verso l’alto che finché lo strato residuo, ormai assottigliato, non è crollato, facendo giungere all’interno della grotta il primo raggio di luce…

A memoria d’uomo l’inghiottitoio d’accesso alla Grave è sempre esistito. Un primo tentativo di esplorazione fu realizzato alla fine del XVIII secolo da alcuni giovani del luogo, che tuttavia si arrestarono pochi metri dopo il maestoso ingresso. La scoperta dell’intero sistema di voragini e cavità che compongono il complesso risale al 23 gennaio 1938 ad opera dello speleologo Franco Anelli. A 80 anni dalla sua scoperta la Grave è ben lungi dall’aver rivelato tutti i suoi segreti.

Nell’80esimo anniversario il Capo dello Stato, Sergio Mattarella,visiterà oggi le Grotte di Castellana. Scenderà a una profondità di circa 60 metri, percorrendo un tragitto simile a quello che seguì suo padre Bernardo il quale, nel 1958, fece visita alle Grotte nei panni di ministro.Il 25 settembre del 1951,invece, fu l’allora presidente della Repubblica,Luigi Einaudi, ad affacciarsi sulla bocca della Grave.

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