“Massofobia: Caccia al massone nell’Italia democratica

 

E’ un libro-documento scritto dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi. Racconta la complessa ed articolata vicenda dell’indagine dell’Antimafia sulla Libera Muratoria associata alla mafia, parla di quello che Bisi definisce il “pretestuoso sequestro degli elenchi” e le iniziative legali che ne sono seguite.  Ne parleranno domani, giovedì 29 aprile 2018, alle ore 17.00 a Taranto, presso l’hotel Mercure Delfino, viale Virgilio, 66 insieme all’autore al Gran Maestro Stefano Bisi, Luigi Fantini-Presidente del collegio di Puglia del GOI, Vito Bianchi-docente di storia all’Università di Bari e Alessandro Cecchi Paone-giornalista e divulgatore televisivo

“E’ il racconto di una lunga e complessa vicenda nata dall’indagine della Commissione parlamentare nazionale Antimafia che ha fatto sequestrare gli elenchi dei liberi muratori di Sicilia e Calabria del Grande Oriente d’Italia e di altre Obbedienze. Stefano Bisi nella prefazione lo definisce “un atto arbitrario e discriminatorio che da Gran Maestro ho subito stigmatizzato iniziando una battaglia laica per la salvaguardia e la difesa dei diritti associativi non solo degli iscritti al nostro Ordine ma di tutti, peraltro previsti in modo inequivocabile dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana”. “Pensiamo che sia doveroso fare conoscere non solo ai fratelli ma anche agli uomini liberi e coscienti gli avvenimenti ed i fatti che attraverso meri teoremi e senza alcun reale notizia criminis hanno portato i membri della Commissione Antimafia, alcuni colpiti da vera e propria massofobia, a sostenere l’assunto delle infiltrazioni mafiose all’interno della Massoneria regolare senza distinguo e senza porsi il minimo dubbio”.

Singolare modo di pensare e di procedere che, unitamente ad alcuni disegni di legge palesemente antimassonici che si rifanno alla legge fascista che mise al bando la Libera Muratoria, devono fare riflettere e indurre non solo i massoni alla difesa della libertà di associazione.

Stefano Bisi si dice certo che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo saprà vagliare con equità ed equilibrio la vicenda giuridica della quale questo libro vuole essere fedele testimonianza”.

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