Magna magna a 5 stelle

Un’inchiesta inchioda i grillini: in quattro anni i parlamentari hanno ricevuto più di 50 milioni di rimborsi.  La deputata “Marta Grande per la sua casa ha pagato 132 mila euro. Lello Ciampolillo, fino a ottobre 2017, ha speso 90 mila euro in hotel e 70 mila euro di trasporti, tra cui 28 mila euro di taxi e ben 183 mila euro in consulenze. Alessandro Di Battista 56 mila euro in assistenza legale,  più di mille al mese. Giggetto Di Maio prima ancora di diventare premier ha speso 171 mila euro in “attività ed eventi sul territorio”. Pare che  i soldi della diaria parlamentare, siano stati riconosciuti  anche per le spese di soggiorno a Roma ad agosto 2017, quando l’attività d’aula s’è limitata a soli due giorni”.

Rimborsi stellari per una dolce vita romana dei parlamentari cinque stelle.

Il regolamento del Movimento dell’Honesta ta ta prevede che ogni parlamentare restituisca una parte del proprio stipendio destinando “l’eccedenza” ad un fondo dello Stato per il microcredito.  Allo stesso tempo, però, ci sono delle voci di spesa per cui ottengono cospicui rimborsi  a pié di lista. Così il senatore Alberto Airola è riuscito a spendere, a dicembre, 1.418 euro di pasti, tra generi alimentari vari e cene al ristorante. Mattia Fantinati ha pagato circa 39 mila euro in pranzi, cene e bar. Carlo Martelli ha speso 28 mila euro in generi alimentari. Barbara Lezzi, 106 mila euro. Il vercellese Mirko Busto, uno che a dispetto del fisico è riuscito ad aggiungere quattro ganasce alle 5 stelle  visto che nel mese di novembre si è fatto restituire oltre 1.142 euro di “alimentari”.

Laura Castelli, invece nell’ottobre scorso ha speso 644 euro di taxi, a novembre sono stati 522 (più 315 per l’auto a noleggio), a dicembre 621

Il dubbio è che i parlamentari pentastellati siano riusciti a ottenere una sorta di salario accessorio, che in buona parte compensa la restituzione dello stipendio, ottenuto ogni mese rimborsi fino a 9mila euro, oltre al proprio stipendio, ancorché decurtato.

Dove stà lo scandalo? A chiederselo sono i  tanti “Pasquale” che in queste ore si lasciano sfondare il cranio ripetendo a se stessi “chissà dove vogliono arrivare?” e non reagiscono perché in fondo loro non sono Pasquale…

Lo scandalo non cercatelo fra quelli che  non hanno versato i soldi come avevano promesso di fare. Non cercatelo neppure nei rimborsi spese gonfiati.  Tanto meno nella balla colossale che hanno costruito per farsi credere “diversi” e con la quale hanno convinto milioni di creduloni a  votarli. Continueranno a dargli credito? Li voteranno? Non lo so. Ma se così fosse sarebbe il vero scandalo. Ora dicono che li faranno dimettere. Questa è persino una grande presa per il culo!

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