Mafiometro e cazzatometro

di Mario Guadagnolo.

 

Giggino Cacasotto commentando i risultati delle elezioni in Sicilia ha affermato che Musumeci ha vinto perché i voti che ha ottenuto il centro destra sono voti mafiosi.

Onde evitare possibili equivoci premetto che io non appartengo al partito di Musumeci (Fratelli d’Italia) e che non voto centro destra ma sulle prime sono rimasto un po’ sconcertato. Poi mi sono chiesto: “Come mai secondo i grillini quando in Sicilia vincono gli avversari dei grillini i voti sono voti mafiosi e quando vincono loro sono voti di gente per bene?” Ho chiesto un po’ in giro e alla fine un mio amico grillino mi ha dato questa  esauriente spiegazione. Tutto merito del “mafiometro”. I grillini, che sono molto esperti in telematica, computer, rete e web, hanno infatti inventato su ordine della Grillo&Casaleggio associati il mafiometro, un marchingegno dotato di un softwar sofisticatissimo capace di filtrare il voto e di risalire a chi lo ha espresso. Una volta ottenuta l’identità di chi ha espresso quel voto sempre la Grillo &Casaleggio associati ha predisposto un’app con la quale si riesce a fare sul soggetto in questione oltre all’esame del sangue e delle urine anche l’esame del tasso della sua mafiosità stabilendo perfino il tipo di legame e perfino i clan mafiosi da esso frequentati. L’elemento straordinario del marchingegno in questione è che questa verifica viene fatta in tempo reale per cui il tasso di mafiosità del voto si apprende immediatamente dal momento che il mafiometro lo fa apparire sul display in pochi secondi. Ecco perchè Giggino Cacasotto può dire con certezza quello che dice poiché ha in mano dati certificati dal mafiometro. Al mafiometro non sfugge nessuno per cui anche il mafioso più in incognito e meno sospettato viene scoperto. Sta di fatto però che sempre in Sicilia quel diavolo di un Berlusconi ha mobilitato i tecnici di Mediaset più esperti in strumenti di misurazione di share e di voto elettronico i quali in men che non si dica hanno inventato come risposta al mafiometro il cazzatometro uno strumento tecnologico all’avanguardia che misura oltre allo share anche il tasso di cazzate che uno dice. Questo strumento è capace di analizzare gli interventi dei politici ma anche di economisti, giornalisti, attori, attrici ecc. e di stabilire il livello delle cazzate che essi dicono. Ovviamente il tutto in tempo reale. Naturalmente hanno dovuto fare una scala dei livelli delle cazzate graduandone i diversi valori da un minimo di zero gradi (quando il soggetto dice cose esatte) ad un massimo di 100 gradi quando il soggetto analizzato dice fregnacce a più non posso. Quel diavolo di un Berlusconi ha voluto sperimentare subito l’apparecchio prima di tutto su Di Maio Cacasotto e su Diballista. Pare che in entrambi i casi l’apparecchio è scoppiato seminando il panico tra coloro che assistevano all’esperimento tanto che sono intervenuti i pompieri per domare l’incendio che ne è derivato. L’apparecchio è scoppiato perché non ha retto al livello del volume di cazzate dette da Giggino e Diballista. La gradazione prevista nella scala dei valori delle cazzate infatti non è risultata tarata ed adeguata al cumulo di puttanate che Giggino e Diballista vanno dicendo in giro per cui l’apparecchio non ha retto all’impatto ed è scoppiato. Si ha notizia che Berlusconi sia stato costretto a far rivedere il progetto portando nell’apparecchio la scala dei valori delle cazzate da 100 a 1000 gradi nella previsione che durante la prossima campagna elettorale si dovranno monitorare i discorsi di Grillo, Di Maio, Di Battista, Fico e compagni che ci si può giurare in quanto a puttanate daranno il meglio di se stessi .

Mario GUADAGNOLO

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