L’uomo che viene dal futuro…

Un mese è trascorso da quando gli elettori italiani hanno espresso il nuovo parlamento. Domani alle 10,30 nel suo studio “alla Vetrata”,  inizia la giostra. A salirvi per prima la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Per ultima  alle 16,30 del giorno successivo la delegazione dei Cinque Stelle. In quarantotto ore il grande giostriaio Sergio Mattarella riceverà al Quirinale tutte le delegazioni dei partiti presenti in Parlamento.

Poi, assumerà le sue decisioni affidando un incarico. Pieno o esplorativo?

Speriamo che a consigliarlo non sia Giorgio Napolitano: l’unico  Presidente emerito in vita. Primo rappresentante del suo partito, quello del presidente. L’uomo dell’infinita transizione. Il vero grande giostraio della XVI e XVII legislatura. L’ultimo o quasi superstite PCI in parlamento. L’unico sopravvissuto, insieme a Casini, della prima Repubblica. Il solo ad averla fatta franca…  che non ha perso l’antica abitudine di adattarsi  e trasformarsi al nuovo.

Con viva e vibrante soddisfazione, il suo intervento all’apertura del nuovo Senato, ha pontificato che il voto del 4 marzo dimostra “quanto poco avesse convinto l’autoesaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e partiti di maggioranza. Il partito che aveva guidato tre esecutivi ha subito una drastica sconfitta ed è stato respinto dagli elettori“. La vecchiaia lo aiuta a dimenticare che la sceneggiatura di gran parte di quelle maggioranze l’ha scritta lui! E qualcuno nel Pd dimentica insieme a lui di essere stato comprimario di quella sceneggiatura che si vorrebbe far pagare solo al protagonista.

Oggi il re di Napoli  proclama che gli “elettori hanno premiato straordinariamente le formazioni politiche che hanno espresso posizioni di vera e propria rottura rispetto al passato“…lo squilibrio sociale,  e’ stato in grado di “generare la dilagante ribellione nelle regioni meridionali” . “Sono stati condannati in blocco i circoli dirigenti e i gruppi da tempo stancamente governanti in quelle regioni“.

Mattarella lo aiuti a ritrovare la memoria chiedendogli  qualcosa a proposito degli “indicibili accordi” citati nella lettera con cui l’ex consigliere giuridico del presidente, rassegnò le dimissioni in seguito alla diffusione delle sue intercettazioni con l’ex ministro Nicola Mancino. Siamo certi della risposta: il presidente emerito non gradisce parlare del passato. Lui guarda sempre al futuro…

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