L’ottavo nano…

Adesso ci si mettono anche le mogli e i fidanzati ad ostacolare la marcia di Giggetto…

Con nuove rivelazioni le Iene sul caso delle mancate restituzioni attaccano il M5s: “il Movimento ha i dati di tutti i bonifici da più di una settimana. Perché aspetta che facciamo noi i nomi per intervenire? Sta coprendo qualcuno?” Tra i casi delle false donazioni e quelli dei candidati massoni il M5s si ritrova con 13 espulsioni.Di questi solo tre non sono ricandidati. I pentastellati assicurano che si dimetterano ma di doman non c’è certezza…

Intanto la deputata Giulia Sarti finita in un contenzioso giudiziario con il suo ex fidanzato per alcune somme sottratte a quelle da donare al fondo del Mef in attesa che la vicenda si chiarisca si è autosospesa mentre scoppia il caso del candidato Gregorio De Falco del celebre “salga a bordo cazzo”. La moglie Raffaella, da cui il capitano di fregata si sta separando, secondo quanto riporta il Corsera, si è recata alla polizia di Livorno, sostenendo che suo marito, in stato di alterazione, durante un’accesa lite in casa, ha aggredito lei e una delle loro figlie che dopo essere stata presa per i capelli dal padre, sarebbe fuggita di casa per tornarvi solo dopo molte ore”.

Sul fronte del centro destra, tutt’altro che unito, la Meloni, nel corso della manifestazione anti-inciucio’ promossa da Fratelli d’Italia,  mostra tutta la sua delusione nei confronti dei compagni di viaggio: “Non so perché Salvini e Berlusconi abbiano scelto di non partecipare alla nostra manifestazione, mi lascia perplessa questa assenza. Giudicheranno gli italiani”.

Anche Matteo Renzi si rimette agli elettori a cui lancia un appello: “Gli accordi di governo dopo il voto dipenderanno dal risultato. Ci sono 70 seggi borderline, dipendono da un uno o due per cento, stando ai sondaggi. Ecco perché lancio un appello da un lato al voto moderato perché non si faccia ostaggio di Salvini, dall’altro alla sinistra radicale perché ogni voto al partito di D’Alema paradossalmente aiuta Salvini”.

Sul premier il segretario dei democratici sembra arrendersi all’ineluttabile:  lo decide il presidente della Repubblica. Ma chi ha fatto il presidente del Consiglio come Paolo Gentiloni è chiaro che potrà giocarsi le sue carte anche in futuro.  Noi non litigheremo mai anche perché a sinistra litigano già abbastanza gli altri”. In ogni caso ” Non c’è nessuna stabilità possibile se dai il controllo del Paese agli estremisti”.

Ci pensa Romano Prodi ad investire formalmente Paolo Gentiloni annunciando la sua scelta e riconoscendo “il lavoro  che il premier sta facendo in un momento difficile in cui dobbiamo mostrare un paese sereno, che ha idee chiare, che riconosce i propri limiti e i propri meriti nell’ambito europeo e ricostruisce un ruolo per avere una influenza nel mondo, per essere l’Italia che noi vogliamo: sana, forte, rigorosa, abbiamo bisogno di una coalizione di centrosinistra forte per due valori: lotta alla disuguaglianza e Europa”.

Non è un caso quindi che  un sondaggio di OpinoItalia, tra i possibili futuri premier, dia Paolo Gentiloni come il più gradito con il 38% di preferenze; al secondo posto Emma Bonino (34%) mentre pari merito con il 28% si piazzano Luigi Di Maio e Matteo Renzi (28%). Quarto Matteo Salvini (27%) e quinto Piero Grasso (22%). Silvio Berlusconi risulta ottavo con il 21% delle preferenze.

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