L’Italia a due velocità deraglia…

Pierangela Tadini, cinquantunenne di Caravaggio, Giuseppina Pirri, trentanove anni di Cernusco sul Naviglio,Ida Maddalena Milanesi, sessantuno anni, dottoressa dell’ospedale neurologico Carlo Besta di Milano… Secondo le prime ricostruzioni, la causa della tragedia sarebbe il ‘cedimento strutturale’ di un pezzo di binario di 23 centimetri trovato e sequestrato vicino alla rotaia, un chilometro prima della stazione di Pioltello. In quel punto, 3 carrozze sono uscite dai binari, ma il convoglio ha continuato la marcia finchè uno dei vagoni fuori asse ha colpito un palo della trazione elettrica e si è accartocciato. All’interno sono rimaste intrappolate a lungo molte persone, poi liberate dai soccorritori, mentre una spola di ambulanze e elicotteri trasportavano in ospedale i feriti.

“La linea Cremona-Milano è stata segnalata come una delle peggiori in Lombardia: conta oltre 10 mila pendolari giornalieri, su treni lenti e sovraffollati dall’età media di 17 anni”. Lo afferma Legambiente nel rapporto Pendolaria da cui emerge che in Lombardia “i convogli che viaggiano quotidianamente, su alcune tratte versano in condizioni inaccettabili, troppo spesso soggetti a guasti, per lo più dovuti all’età dei convogli stessi”.

Il continuo successo dell’ alta velocità dimostra la voglia di treno che c’è in Italia. Ma crescono le differenze sulla rete e tra le regioni e  sono incredibili le differenze nel servizio ferroviario tra le diverse parti d’Italia. Tra clamorosi successi e offerta di treni con pochi paragoni al Mondo  e storie di degrado del servizio che sembrano uscite dal dopoguerra, con carrozze diesel vecchie di 60 anni. L’immagine è quella di un Paese che in treno viaggia sempre di più a velocità differenti, con prospettive, problemi e speranze molto diverse, che cambiano da regione a regione e, a volte si traducono in drammi.Nel rilevare che “sulla linea circolano ancora modelli obsoleti, soprattutto negli orari di maggior affluenza di pendolari”, la presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto osserva che “non è pensabile che nel 2018 non si possa viaggiare sui mezzi pubblici in sicurezza”.

Quando si risparmia sulla sicurezza si risparmia sulle persone e sulla loro vita. E il risultato è sotto gli occhi di tutti…

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