L’importante non è vincere ma partecipare.

Tutti follemente  in corsa. Come affermava il padre dei Giochi Moderni, Pierre de Coubertin,  l’importante non è vincere, ma partecipare. Si può essere d’accordo o meno con questa affermazione, ed io non sono d’accordo, ma è certo che questa citatissima frase sia inventata da Coubertin? E soprattutto con la stessa certezza si può affermare che il barone francese stesse pensando all’elezione del Sindaco della città dei due mari?

A rileggere il lungo elenco dei candidati sindaci pare che almeno loro ne siano convinti. Molti hanno intravisto la possibilità di assicurarsi uno scranno da consigliere. Altri sono inconsapevoli. Mossi dall’entusiasmo che è bene non spegnere ma non si facciano molte illusioni…

Altri ancora restii e perplessi sono stati convinti e si sono arresi al fatale “mi è stato chiesto”: puoi farcela, pensiamo a tutto noi! Quando si scioglierà la neve…

Poi ci sono i perdenti. Quelli che si lasciano andare: tanto tutto è inutile. Bisogna solo prenderne atto. Per noi un candidato vale l’altro. L’importante è contenere le perdite. Ma è la loro menopausa ad essere inesorabile e di questo, dovrebbero prendere atto…

Poi ci sono i detenuti. I dimenticati di via Speziale. Loro, le loro famiglie, quelli di cui non si occupa mai nessuno o quasi. Pare che in questo momento siano tornati all’attenzione di tutti…

Non aspettatevi l’elenco dei nomi. Non lo farò perché “la storia siamo noi,nessuno si senta offeso, nessuno si senta escluso”…

Poi ci sono quelli di “Tutti sono uguali tutti rubano nella stessa maniera” che rischiano di vincere davvero grazie al “vento che tira” e alla “trovata” del novello Ulisse. Pare che i più organizzati si siano “infiltrati” aspirando al brand distintivo della protesta qualunquista. Gli ingenui che avevano puntato tutto sulla “denominazione d’origine controllata” si oppongono ritirandosi sull’Aventino del nostro “’Monde de le vacche”. Ma non si facciano illusioni: le cinque stelle saranno garantite a chi corre e porta grano al mulino di Grillo.  Ai dissidenti, come dice un mio amico deluso, resteranno una “stella e corona” se la metteranno sulla testata o ai piedi del letto per sbatterci sopra quel che preferiscono…

Il giorno dopo tutti, nessuno escluso, si accorgeranno che “ci vorrebbe un miracolo”…”non abbiamo la bacchetta magica”…”non immaginate che cosa abbiamo trovato”… i perdenti aspetteranno inesorabili il prossimo tram ammesso che loro sopravvivano…

La vostra colpa più grave è quella di  non sapere di cosa parlate e cosa farete!

Vi siete messi in corsa da incoscienti e quel che è peggio, avete almeno altri quaranta incoscienti che si metteranno in lista con voi per andare da amici e parenti a dire: ci penso io a mettere le cose a posto…

Questa volta almeno i “bravi medici” hanno finito il loro tempo  e il malato resta grave!

“Però la storia non si ferma davvero davanti ad un portone la storia entra dentro le stanze e le brucia la storia dà torto o dà ragione la storia siamo noi, siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere“…

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