Laboratorio Democratico su rottura PD Taranto

Laboratorio Democratico esprime severe perplessità in merito alle conclusioni dell’Assemblea cittadina del PD jonico del 12 u.s. insieme a preoccupazione per le comprensibili quanto giustificate conseguenze determinate dagli esiti della stessa testimoniate dal documento  di Piero Bitetti con cui ufficialmente prende le distanze dal PD jonico e dal suo gruppo dirigente. Infatti nel corso della riunione, inopinatamente e in maniera incauta e irresponsabile l’On. Michele Pelillo ha indicato alla carica di Sindaco nelle prossime elezioni amministrative per il comune di Taranto il dott. Walter Baldacconi, indicazione discutibile e inopportuna non per la candidatura in sé poichè riguarda persona rispettabile e di indubbia caratura, ma per il metodo con il quale Pelillo ritiene di poter imporre al partito la sua indicazione. A parere di Labdem il metodo è inaccettabile poiché produce una divisione piuttosto che determinare una decisiva quanto auspicabile unità che una ostinata visione padronale ed esclusiva del partito continua ad impedire. Nel corso della riunione non si è avuto nemmeno il buon senso di apprezzare e prendere atto del senso di responsabilità e di maturità politica e di attaccamento al partito dimostrata dal Presidente del Consiglio Comunale Piero Bitetti, del vice sindaco Lucio Lonoce che hanno fatto un passo indietro a favore di Gianni Azzaro per giungere ad una proposta che fosse il frutto di una posizione unitaria del partito.  La proposta della candidatura Baldacconi, cioè di un esterno al PD a parere di Laboratorio Democratico rappresentata una diminutio ed una sconfessione del lavoro politico e del valore dei componenti il gruppo PD all’interno del Consiglio comunale e una rinuncia dello stesso PD a svolgere il ruolo primario e di indirizzo che spetta al partito in terra jonica e da cui occorre ripartire per dare una svolta all’economia e allo sviluppo della nostra città. Non solo ma è anche un atto di scorrettezza, di prevaricazione e di arroganza politica nei confronti delle altre forze politiche alle quali surrettiziamente si attribuisce il rifiuto delle primarie. Ancora una volta la miopia politica, l’arroganza, la visione padronale e di potere autoreferenziale e settaria dell’attuale gruppo dirigente del partito corre il rischio di danneggiare l’immagine del PD jonico, di deteriorare i rapporti con le altre forze politiche  a di rendere nullo lo sforzo che da più parti si sta facendo per riparare agli errori di questo gruppo dirigente che non riesce a darsi un progetto per l’affermazione del partito e per il rilancio della nostra città. Le primarie, strumento consolidato di partecipazione democratica del PD pugliese, momento di aggregazione e di democrazia, clamorosamente e immotivatamente sono state negate. Non ricorrere ad esse è un errore politico e viene considerato da Laboratorio Democratico un atto di arroganza e di rottura del fronte unitario del partito.  A parere di Labdem si rende necessario in terra jonica un ricambio radicale del gruppo dirigente con nuove forze ed energie fresche capaci di traguardare obiettivi tesi al rilancio del PD e alla creazione delle condizioni per una svolta politica radicale nella città in vista dell’obiettivo importante della vittoria nelle prossime elezioni amministrative. Questo sarà il compito del prossimo congresso e ad esso già fin da ora Laboratorio Democratico dichiara di voler dedicare il proprio impegno.

 

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