La vera sfida

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Abbiate pazienza. Ancora qualche giorno di questa “guerra totale”. Mai visto niente di simile. Tutti ora si sforzano di “tranquillizzare”  l’opinione pubblica sulla normalità del dopo. Ma il vero nemico si annida proprio in quella “normalità” che subdolamente si persegue. Eppure se riusciamo a restare “lucidi” la soluzione stà proprio nella semplicità da contrapporre alla confusione.

“Ho visto che Berlusconi oggi ha tirato fuori un candidato nuovo…” La sintesi è umoristica quanto spietata. Silvio Berlusconi  in un messaggio ben preciso ad avversari  e, soprattutto, al “variegato” centro destra ha riproposto la sua “alternativa: una volta assolto dalla Corte europea di Strasburgo, mi ricandido e torno leader. Lui ne è convinto. Il No al referendum, ridisegna il suo futuro(?) e lo rilancia sulla scena. Con buona pace della Meloni, di Toti, di chi punta alle primarie e di Salvini  che conta sul peso dei voti che porta in dote, non ce da cercare un nuovo leader: il solo leader è ancora lui! E inverosimilmente sembra arrivare una conferma da un Bossi redivivo che non ha dubbi: “La base non vuole più Salvini, ed il mandato congressuale sta per scadere”.

D’Alema si  è fatto sentire da Perugia  per dirsi convinto di due cose: Il ‘No’ aprirebbe una fase nuova, e democraticamente più avanzata, nella politica e nella società italiane. Quale? “La sinistra deve tornare a fare la sinistra, ampliare gli spazi di partecipazione dei cittadini, gli spazi di democrazia, favorire la riduzione della disuguaglianza, a spingere la mobilità sociale, a difendere i diritti al lavoro, ai diritti sui luoghi di lavoro, i diritti all’istruzione, a una vita dignitosa”. Semplice no? Ma il suo progetto più che avvicinarsi a Tsipras sembra ispirato da Vanna Marchi. Dove sta la fregatura? Eccola puntuale uscire con chiarezza dal baffino: Ci sarà un nuovo Esecutivo (un Mario Monti si trova sempre) per dare tempo al Parlamento di fare una nuova legge elettorale e, magari, tracciare modifiche diverse alla Carta costituzionale.  Il solito governo tecnico sempre buono per tirare a campare poi si vedrà, non c’è fretta! D’alema si dice convinto che su questo terreno possiamo sfidare e vincere i populismi.

La risposta della Roma Capitale dei cinque stelle è netta. Espressa dal Capo supremo del movimento non si presta ad equivoci:“Dopo l’esito del referendum e la vittoria del No, andremo dal Presidente della Repubblica che deciderà se andare o no alle elezioni. Noi vogliamo le elezioni, noi vogliamo che il popolo italiano decida da chi vuole essere governato”.

Il 4 dicembre spetterà solo a noi decidere. Chi vuole approvare “il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016” voterà Si. Chi non vuole votarlo si affiderà al “poi vedremo” ma per una volta sono d’accordo con il comico genovese:  Se non sceglieremo adesso la via del cambiamento potremo tirare a campare qualche mese ancora e poi spalancheremo le porte al populismo. La breccia di Porta Pia c’è già stata e i romani ne stanno pagando le conseguenze!

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