La sinistra e i nuovi valori

di Mario Guadagnolo.

Perché in Europa la sinistra è in crisi? In Francia Holland ha dovuto cedere il passo perché se si fosse ripresentato lo avrebbero massacrato. In Germania Shultz non scalfisce Angela Merkel in Spagna governa il cenmtro di Rajoi e i socialisti devi andarli a cercare col lumicino, in Italia pur avendo la sinistra una presenza storicamente consolidata è divisa e corre il rischio di regalare alle prossime elezioni il Paese a Berlusconi e a Salvini. Perché questa crisi di una cultura che in Europa ha avuto sempre grandi tradizioni dal socialismo scandinavo di Olof Palme, a quello inglese di Tony Blair, a quello tedesco di Will Brand a quello mediterraneo di Mitterrand, Craxi, Gonzales e Soares.  Io credo che la sinistra in Europa soffra di una profonda crisi di rappresentanza poichè non riesce più a mettersi in sintonia con la realtà, non pensa più sulla stessa lunghezza d’onda del popolo e, chiusa in se stessa, si perde inseguendo ideologismi, sofismi politici, diatribe politicistiche ed ideologiche di elite intellettuali che si parlano addosso in un’epoca nella quale le ideologie sono morte e sepolte superate come sono da lunga pezza dalla realtà. Infatti mentre la sinistra si aggroviglia in distinzioni ideologiche che spaccano il capello in quattro e si divide sulle sottigliezze il suo popolo, quello che è stato da sempre il suo rifermento storico, è cambiato perché sono mutate le sue esigenze e sono accaduti fatti epocali che i classici del socialismo non avevano previsto come l’epocale esodo dai paesi poveri verso i paesi ricchi. In verità questo era stato ipotizzato da Lenin che però ne faceva un’ipotesi di scuola quando, ritenendo l’imperialismo fase finale del capitalismo, ne ipotizzava la crisi  attraverso la presa di coscienza dei popoli sfruttati dell’Africa. Questo teorizzava Lenin agli inizi del ‘900 giammai pensando che il fenomeno avrebbe preso corpo nel giro di mezzo secolo mettendo in discussione non solo il capitalismo ma la stessa sinistra. La verità è che nel secolo testè trascorso la realtà ha viaggiato ad una velocità di molto superiore alle ideologie ed i partiti della sinistra non riescono a starle dietro. Accade allora che la sinistra prigioniera dei propri assiomi ideologici resti immobile mentre la realtà va avanti e si evolve. Infatti sono cambiati i tempi e con i tempi la storia e gli stessi valori poiché ai valori classici della sinistra, libertà democrazia, giustizia sociale, eguaglianza se ne sono aggiunti altri non meno importanti che in tutta la seconda metà del ‘900 la sinistra ha regalato alla destra. Oggi infatti il copyright di valori come patria, sicurezza, salvaguardia della propria storia e della propria cultura rispetto ai nuovi arrivi portatori della cultura islamica è appannaggio della destra. Io mi sono sempre chiesto per quale malaugurata ragione la sinistra ha lasciato e continua a lasciare il monopolio di certi valori alla destra e non se ne appropria avendone tutti i titoli. E se la sinistra se ne appropria a guadagnarci è solo la democrazia. E’ un conto l’idea di patria sostenuta dalla destra poiché può tralignare nell’idea di nazionalismo un altro conto è se ad impadronirsene come valore è la sinistra che non può essere sospetta di coltivare la cattiva idea del nazionalismo che tanti guai ha causato nel corso del’900. Lo stesso discorso vale per l’idea di sicurezza che non ha colore politico. Aver paura che un ladro ti entri in casa e stupri tua moglie e per questo tu senta il bisogno di armarti per difendere te e la tua famiglia non è di destra ma è di tutto il popolo. Ma la sinistra ha paura di farne una bandiera e una battaglia perché la ritiene un’idea di destra e per questo prigioniera dei suoi fantasmi ideologici ne lascia il monopolio alla destra. Lo stesso discorso vale per il fenomeno dei migranti. Salvaguardare la propria cultura e la propria identità non è di destra ma a mio parere è profondamente di sinistra e chi è contro il multiculturalismo non è necessariamente un fascista.  Andando appresso alle categorie mentali di questo tipo senza aprirsi alla realtà la sinistra è destinata a perdere consensi e a diventare una corrente di pensiero sempre più autoreferenziale e di nicchia. Quello che la sinistra europea ed in particolare la sinistra italiana non hanno capito è che la realtà si evolve ad una velocità ben superiore rispetto alle ideologie per loro natura statiche e cristallizzate e chi non riesce a tenere il passo è destinato a scomparire.

Mario GUADAGNOLO

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