La Provincia c’è!?

di Alfredo Venturini.

A dirlo è il suo legittimo Presidente Martino Tamburrano che da navigato politico non perde occasione per conquistare un ruolo. Del resto non è difficile nel conflitto di competenze che si è aperto fra Stato, Regione e Comune sulla vicenda Ilva e le sue conseguenze ambientali, sanitarie, economiche ed occupazionali sul nostro territorio. Poteva restare fuori la Provincia presieduta da un esponente del centro destra in un conflitto tutto interno al centro sinistra?  Tamburano da abile figlio di… si è infilato!

Evidentemente ha compreso che la “sfida” sui banchi della  giurisdizione amministrativa ha reso “inevitabile” il tavolo della mediazione politica e a quel tavolo intende accomodarsi con un “forzato” atto ad opponendum nel ricorso proposto dal Comune di Taranto e non a quello proposto dalla Regione.

Ha titolo a farlo? Sarà il TAR a deciderlo prima di entrare nel “merito”, ma questo per Tamburrano è irrilevante. La partita si giocherà prima, ed è quella ad interessarlo per il ruolo che intende avere. Ma è un ruolo che esercita “arbitrariamente” per nome e per conto dei Sindaci e Consiglieri Comunali che lo hanno eletto e che non mi pare abbiano avuto peso nella sua decisione.

La  legge n.56/14 ha stabilito che Consiglieri provinciali e Presidenti delle province siano eletti indirettamente e quindi non direttamente dagli elettori ma dai loro rappresentanti consiglieri comunali e Sindaci dei Comuni della circoscrizione provinciale.

Le Province si sono trasformate in «Case dei Comuni» che devono porsi al servizio dei Comuni del territorio, con  processi di «amministrazione condivisa» sulla base delle scelte che faranno le assemblee dei Sindaci. Si è superata quindi  l’idea della provincia come luogo del controllo dello Stato sui poteri locali.

Molti ora obietteranno che stante l’esito del referendum del 2016 tutto è tornato come prima… Io credo invece che  la legge 56/2014 abbia comunque abrogato norme del Tuel, come  quella che individuava la Provincia come “ente locale intermedio tra Comune e Regione che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, ne promuove e ne coordina lo sviluppo”, vale a dire la qualificazione della Provincia quale ente a finalità generali.

Ma in ogni caso molte funzioni destinate a rimanere a livello provinciale non possono risolversi, semplicemente, in una forma di condivisione e collaborazione tra gli enti comunali, ma implicano scelte politiche, indirizzo politico e legittimazione politica che soltanto il voto popolare diretto può dare.

In contesti sovracomunali diciamo pure provinciali le scelte devono poter essere assunte da organi di governo che se ne prendano la piena responsabilità politica verso i loro elettori!

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