La guerra del terrorismo colpisce i giovani

Un attacco compiuto con un ordigno ad alto potenziale. 19 morti e 50 feriti, secondo un primo bilancio della polizia. E’ avvenuto al Manchester Arena in Gran Bretagna alle 22:30 di ieri sera. Più o meno alla stessa eravamo  al nostro comitato, con i nostri giovani amici vecchi e nuovi ad organizzare la nostra partecipazione “politica e di servizio” a questa campagna elettorale.

A Manchester ragazzi e ragazze come noi avevano partecipato ad un concerto  di Ariana Grande quando, alla fine dello spettacolo, un un boato ha scatenato il panico. La piu’ grande arena indoor d’Europa, con una capienza di oltre 21.000 posti, era affollata da  giovani e giovanissimi  nella zona del foyer, non lontano dalle biglietterie, subito fuori dall’area degli spalti.  Diverse persone reduci dal concerto hanno raccontato di aver visto fumo e di aver avvertito un odore acre di esplosivo.Reparti di artificieri sono arrivati rapidamente sul posto, per condurre detonazioni controllate di oggetti sospetti. L’indagine e’ stata affidata alla North West Counter Terrorism Unit. Rinforzi dell’antiterrorismo di Scotland Yard sono stati inviati da Londra gia’ nella notte.

A 25 anni dalla strage di Capaci l’attentato di Manchester ripropone l’attacco terroristico. Che sia mafioso o fondamentalista importa poco. Produce sempre morte, dolore e rabbia. Ci piace  commentare questi accadimenti con un ricordo di Giovanni Falcone: “La mafia (come il terrorismo) non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”

Valentina Turco, Claudio Leone (Laboratorio Democratico)

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