La gente normale se ne scappa dalle Istituzioni…

Per affrontare questo argomento ci vogliono le palle… io credo di avercele e Vincenzo De Luca anche.

“Massima fiducia nella magistratura”, è la frase di rito citata in queste occasioni. Vada a fondo e faccia presto a trarre le sue conclusioni. Ma il danno resta ed è quel danno che spesso si vuole ignorare, dimenticare a “tumulazione avvenuta”.

Proviamo allora a parlare del metodo con cui si svolge una inchiesta e si apre un indagine. Atto dovuto l’indagine della Magistratura in presenza di una ipotesi di reato. Atto dovuto anche nel caso in cui il metodo d’inchiesta produca un danno alle Persone e alle Istituzioni avvantaggiando chi?

Ci vorrà del tempo per accertare tutto questo e nessuno s’illuda che i tempi siano brevi. Parlo per esperienza diretta e personale. Il tempo potrà fare chiarezza ma quasi mai giustizia rispetto al danno prodotto.

Ecco perché scelgo di esprimermi oggi. Con prudenza senza rinunciare alla mia formazione garantista.

In questa vicenda ci sono tre questioni che possono essere affrontate e giudicate preliminarmente.

La prima: Un camorrista può pentirsi. Scontare la pena. Resta tale. Dal servizio di fanpage questo emerge chiaramente. Dal modo in cui si esprime e dal metodo praticato per giungere a conclusioni premeditate. Chi si avventura su questo terreno per trarne consensi e vantaggio mediatico politico  non merita alcuna stima e considerazione, ancor più avendo ricoperto altissimi incarichi ai vertici dello Stato.

La seconda: Come Roberto De Luca da giovane assessore, mi è capitato d’incontrare “tutti”. “Tutti” volevano incontrarmi per propormi di tutto. Il “filtro” non sempre ha funzionato. Spesso ho scelto di valutare in solitudine gli interlocutori. Il rischio era il mio e non potevo delegarlo a nessuno nel timore che potesse approfittarsene. A volte il mio nome è stato speso abusivamente! Me ne sono accorto in tempo correndo ai ripari. Non posso escludere che qualche volta sia avvenuto a mia insaputa. Per quanto la scelta dei più stretti collaboratori sia scrupolosa è comunque vulnerabile.

La terza: Nella mia lunga esperienza politico amministrativa, “la voglia di fare”, mi ha esposto al rischio. L’esperienza mi ha aiutato, ma l’esperienza viene col tempo e non sempre coincide con la voglia di misurarsi con le difficoltà per risolvere i problemi. Di una cosa sono certo:  non avrei mai  chiesto ai miei figli di seguirmi nel ruolo di amministratore. Ciononostante la mia famiglia ha pagato un prezzo altissimo per la mia esposizione. Uno in famiglia basta e soverchia, si dice dalle nostre parti. In due il rischio si sarebbe raddoppiato. In tre…

Su questo forse Vincenzo De Luca dovrebbe riflettere e mostrare maggiore prudenza. In ogni caso io sto con lui e con la sua legittima pretesa di verità. Recentemente sono stato a Salerno. La gente  si augura che presto torni a fare il Sindaco. Ne parla bene, benissimo. A chi era con me ho detto: De Luca farebbe bene a preoccuparsi di tanto affetto…

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