jè come u’mpeccate ka s’ennammore de la corde soia stesse…

“La corruzione è come la mafia o ci convivi o fai la guerra. Il Pd non ha mai dichiarato guerra né alla corruzione né alla mafia, c’e’ una tendenza a convivere ancora molto netta. Dobbiamo dichiarare guerra, poi perderemo le elezioni forse, ma alla lunga si crea un legame solido con la comunità in nome della quale lavori”

Lo ha detto Michele Emiliano a Napoli.

Intorno a lui continua ad  accodarsi una indistinta pletora. “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!”  pare sia il claim che li accomuna. Pippi Mellone, sindaco d’estrema destra di Nardò si recherà ai banchi delle “primarie spalancate” e ha rivolto per lui un appello ai Neretini. Prima ancora Francesco Carlo Spina sindaco di Bisceglie s’era assunto l’onere di guidare la lista “Noi per Emiliano” presentandola come “un atto di estrema coerenza morale e politica che altri hanno visto invece come “l’iscrizione dei vegani al circolo dei cacciatori”. E a Bari, per aggiungersi al Michele Magno, è giunto, in queste ore persino Bobo Craxi! Un vecchio socialista barese mi ha sussurrato in un orecchio: jè come u’mpeccate ka s’ennammore de la corde soia stesse…

Non mi stupisce che sia lo stesso Emiliano che a Taranto ha preteso che gli interlocutori per costruire le alleanze ed il governo della città fossero rigorosamente ricercati nel perimetro del centrosinistra poichè è noto che la coerenza è merce rara alla fiera d’Emiliano.

Il nostro Governatore non riesce a disintossicarsi. Il protagonismo lo nutre come quelle piante che hanno bisogno di tanta acqua. Ogni giorno, sempre. E se qualche giorno ti dimentichi d’innaffiarle, le trovi svuotate, appassite, afflosciate.

Forse sarebbe stato necessario qualche altro giorno di ricovero e l’uso controllato di qualche diuretico per agevolarlo. Ma il prossimo 30 aprile finirà tutto questo? Finirà questa soap opera dei democratici o sarà ancora beautiful…

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