Impara la lezione…

“Noi vogliamo fare una grande coalizione e vogliamo farla coi cittadini, coi volontari e coi soggetti sociali rappresentativi, non con i presunti partiti che rappresentano solo se’ stessi; noi vogliamo fare la grande coalizione con gli uomini e le donne che ci vogliono dare una mano per scrivere il progetto dell’Italia dei prossimi 4 anni. Noi non vogliamo lasciare il paese a chi vive di paure, di complotti e di scie chimiche, a chi pensa che i vaccini facciano male, a chi dice che la mammografia fa male. Abbiamo milioni di persone che ci chiedono di essere concreti. Non sappiamo il giorno in cui voteremo ma il PD deve arrivare a quel giorno molto più forte e radicato, non solo sul web ma anche nella vita quotidiana. I nostri 6000 circoli vanno spalancati, valorizzando di più le persone che stanno sui territori”.

Con calma e determinazione il leader dei democratici qualche spina se l’è tolta e qualche paletto ha voluto metterlo subito. Se non ha mollato dopo il 4 dicembre è perchè c’è stato chi ha continuato a credere e sperare. Non ha rinunciato ad un progetto innovatore e riformista che potesse guidare il paese fuori dalla palude. Nonostante che “ogni giorno c’è stato uno scandalo vero o falso, una polemica, un litigio o una difficoltà”, speso usati gaglioffamente da detrattori esterni e, quel che è inaccettabile, interni al suo stesso partito. Alcuni sono andati via, altri sono rimasti con la stessa missione da compiere spregiudicatamente conro ogni principio di lealtà umana oltre che politica. Il vero successo e motivo d’orgoglio sta nel fatto che la comunità che si riconosce nel PD ha retto e il merito è di chi ci ha creduto.

Avremo tempo e modo nelle prossime ore di sviluppare l’analisi del voto delle primarie democratiche. Soprattutto di capire quale sarà la rotta he vorrà ridisegnare il segretario del Pd dopo un successp che  gli consegna una leadership incontestabile. In queste ore prevale il buonismo di chi attribuisce,prescindendo, il risultato a tutto il Pd, comprese le minoranze ed il diverso peso che assumono nel nuovo scenario interno al partito. Orlando promette che i suo temi, quelli affrontati garbatamente nel dibattitto congressuale, diverrano di tutto il partito. Certamente il confronto continua soprattutto con chi ha testimoniato con la sua presenza, la necessità del dibattito interno. Il confronto è sempre auspicale.

Resta l’originalità comica barese che dal suo variegato e raccogliticcio 6% auspica che il detentore del 75% “abbia imparato la lezione”…

Il Fronte democratico che dopo i fatti di Nardò qualcuno ha ribattezzato “Fronte della gioventù”,  ammette che “la nostra area ce la siamo inventata in pochi mesi. Ora migliaia e migliaia di militanti del Pd esistono e vogliono costruire il futuro del Pd”. Peccato che per inventarla il Nostro sia dovuto ricorrere ai voti della destra. Ma così va il mondo dalle nostre parti. Speriamo per poco ancora.

 

 

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