Il nuovo gattopardismo…

Gentiloni, alla Festa per i 221 anni del Tricolore a Reggio Emilia, ha ricordato che quest’anno è stata definitivamente superata “la più grande crisi del dopoguerra”:  ll “merito principale” è delle “famiglie, imprese e lavoratori”.

Il futuro è nelle mani degli elettori che il 4 marzo dovranno scegliere “fra tre blocchi”, sperando che essi “non scelgano il Rischiatutto”!

Il suo impegno finirà con le elezioni? Le elezioni sono importantissime, ogni cittadino può dire la sua, e le elezioni determineranno chi governerà. Gli elettori dovranno scegliere fra tre blocchi: M5s, centrodestra e centrosinistra, ma  se le elezioni non dovessero scegliere segnando un sostanziale pareggio tutto sarà come prima. In altre parole non scegliere potrebbe essere una scelta da gattopardi.

Gentiloni si è detto “orgoglioso di aver contribuito a rasserenare il clima” e indirettamente ha confermato di essere l’alter ego di Renzi in casa Dem soprattutto per la sua pacatezza.

Sottolineatura che non dipende solo dalla modestia che caratterizza il premier ma dalla necessità di rendere “consapevoli” tutti che “è il momento di lavorare con convinzione perché la congiuntura economica finalmente favorevole possa tradursi in conseguenze positive dal punto di vista sociale”. Ma ora “cambiare marcia significherebbe assumersi una responsabilità gravissima”.

Dunque non è la stagione delle cicale quella che abbiamo davanti non può esserci una chiusura impaurita nel piccolo mondo antico delle paure quotidiane: è il tempo di non disperdere i risultati ottenuti. “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Don Fabrizio Corbera, principe di Salina, duca di Querceta, marchese di Donnafugata.

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