IL LATTE A 5 STELLE

“Bevete più latte, il latte fa bene, il latte contiene la felicità”. Ricordate il famoso film di Federico Fellini Boccaccio 70? In uno degli episodi, intitolato “Le tentazioni del signor Antonio”, il sig. Antonio, interpretato da Peppino De Filippo, assiste al montaggio di un enorme cartellone pubblicitario su cui l’immagine di una prosperosa e ammaliante Anita Ekberg invita a bere più latte. Antonio perde la testa per quella femmina fatale che sembra ammiccargli dal cartellone, ma non sappiamo se da allora abbia veramente bevuto più latte e mungendolo da chi.

Ma avrebbe dovuto sincerarsi che non fosse almeno latte cinese. Nei giorni scorsi il web e i social si sono scatenati contro la Parmalat e la società francese proprietaria del marchio, la Lactalis, perché qualcuno aveva postato in un tweet l’accusa che queste aziende, interrompendo i contratti coi fornitori di latte italiani, avrebbero d’ora in poi acquistato latte in Francia, Romania e Cina. Boicottaggio! Non comprate più Parmalat! Viva le menne delle vacche italiane!

mungituraCi avevano creduto anche quelli del Movimento 5 Stelle ligure, che avevano fatto partire accuse furiose, interrogazioni in Regione, campagne di boicottaggio. Persone serie, insomma, che non credono alla prima cazzata che si pubblica sul web. Eppure… eppure qualche giorno dopo hanno dovuto pubblicamente chiedere scusa alla Parmalat e alla Lactalis con un comunicato della loro Segreteria regionale. Era una bufala! No, non quella che produceva il latte, ma la notizia. E lo confermano siti web come Bufale.net e Bufale un tanto al kilo.

Cifre e dati alla mano le due aziende hanno dimostrato che i contratti con i produttori liguri sono semplicemente arrivati a naturale scadenza, e vanno rinnovati. Che il latte fresco della loro produzione è al 100% italiano, perché il latte fresco va lavorato entro 48 ore dalla mungitura e non può quindi essere fatto arrivare dall’estero. Che la Cina non ha latte da esportare ma anzi ne è grande importatrice proprio dall’Europa, perché il latte cinese si chiama in lingua locale ski-fetz-za (cinese pechinese). Insomma dati incontrovertibili che hanno immediatamente tacitato i boicottaggi sul web e i 5 Stelle. Ma intanto ‘sto latte s’è quagliato… pazienza, ne faremo yogurt.

Ma il caso fa riflettere: qualunque stronzo può scrivere su Facebook o su Twitter quel che gli passa per la testa (che in genere è poca roba e puzza) e chiamare all’indignazione un popolo di eterni indignati, pronto a urlare, inveire, condannare, massacrare. E’ vero che “la madre dei fessi è sempre incinta”, ma sarebbe ora che ‘sta signora prendesse la pillola e la piantasse di scopare. E poi, ‘sti figli fessi mica li potrà allattare tutti…

Odisseo

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