Il Governo continua a ferire una comunità che ha dato troppo e ormai non accetta scelte calate dall’alto.

Pare che il Ministro Calenda voglia riconvocare il tavolo della vertenza Ilva a Roma per il prossimo martedì 31 ottobre. Questo atteggiamento del Governo continua a ferire una comunità che ha dato troppo e ormai non accetta scelte calate dall’alto o ricatti volti a separare tutte le articolazioni della vicenda, occupazionali ed ambientali”.Questo il commento del Sindaco Rinaldo Melucci: “Se fosse vero, anche in questa occasione, il Governo avrebbe perduto l’occasione di coinvolgere gli enti locali in una trattativa che è tutt’altro che confinabile all’aspetto sindacale, come certune sigle vorrebbero far intendere, agitando gli spettri di possibili strumentalizzazioni politiche, non si sa bene a tutela di quale interesse esterno a Taranto. Spiacenti, la realtà dei fatti è che senza il Comune di Taranto e la Regione Puglia semplicemente non si potrà dare compiuta attuazione ad ogni qualsivoglia programma per la riqualificazione degli esuberi, per l’avvio delle bonifiche, per la salvaguardia dell’indotto, per il monitoraggio del piano ambientale.

Quelle immagini del cielo grigio del quartiere Tamburi di Taranto, postate da centinaia di cittadini sui social network. E’ possibile che il ministro Calenda non le abbia viste?  Che non le abbiano viste i suoi collaboratori?  “Quello è il cuore della transizione e il nodo delle future relazioni tra il territorio e l’azienda”. Il Sindaco Rinaldo Melucci “ha dato mandato ai propri uffici legali di impugnare nella sede competente il Dpcm dello scorso 29 settembre” con cui il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni aveva fissato i paletti del nuovo piano ambientale dell’Ilva, in procinto di passare alla cordata Am Investco.

E’ un messaggio inequivocabile al Governo: Rinaldo Melucci adotta la linea dura sulle vicenda Ilva rivendicando il protagonismo del Comune di Taranto nella trattativa sui nuovi assetti dell’azienda siderurgica.

Il sindaco di Taranto ha convocato i vertici di Arpa e Asl per dare corso ad una revisione del protocollo previsto per i wind day, in stretta aderenza all’aggiornamento che la Giunta Regionale ha già avviato della Delibera n. 1944/2012 contenente le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell’aria nel quartiere Tamburi.

“Tra le misure in corso di introduzione che è bene ricordarlo rivestono carattere precauzionale e dovrebbero venire disposte comunque a valle dell’intervento ancora disatteso della copertura dei parchi minerali, il Civico Ente sta disponendo per la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado del quartiere Tamburi nei giorni segnalati dall’Arpa, quindi a cominciare dalla giornata di domani 25 ottobre, una campagna informativa ai cittadini maggiormente incisiva, la pulizia degli spazi cittadini a carico del soggetto inquinante nei giorni successivi all’evento, di concerto con i tecnici autorizzati un ciclo di ispezioni straordinarie finalizzate a verificare l’ottemperanza da parte delle industrie coinvolte dell’obbligo di contenimento della propria produzione e della maggiore filmatura del materiale in giacenza durante i predetti wind day”.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dal canto suo, dichiara in una nota che “la Regione intende impugnare il Dpcm per l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale)” rilasciata per lo stabilimento siderurgico dell’Ilva di Taranto.
“Faremo fronte comune – precisa Emiliano – con l’amministrazione comunale di Taranto” che ha dato mandato al proprio ufficio legale di impugnare lo stesso Decreto del presidente del Consiglio dei ministri. “La mancanza di qualunque valutazione sui fondati rilievi mossi dalla Regione e dagli altri enti più vicini alle comunità – rileva Emiliano – conferma l’arroganza del governo che non ha neanche motivato il perché, nella scelta del contraente, abbia estromesso il candidato che proponeva la decarbonizzazione”.

 

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