Ma gli artefici della macchina del fango non pagano mai!

Il metodo è sperimentato e infallibile. Parte con una indagine che promette rivelazione clamorose. Puntuali gli arresti per impedire il pericolo di fuga, inquinamento delle prove, reiterazione del reato. L’ipotesi di corruzione diviene certezza nell’immaginario collettivo indotto dall’informazione che deve fare cassa/audience. Produce danni irreversibili alle istituzioni. alle imprese e agli imputati. La loro immagine, le famiglie, il fango che le travolge.

Poi col tempo la verità viene fuori e la chiamano “Giustizia”…

“Sui quotidiani compare soltanto un trafiletto: tanta risonanza per le accuse, pochissima per le assoluzioni”

L’inchiesta era stata condotta dal Noe del maggiore Scafarto, su la coop emiliana Cpl Concordia. Nel 2015 suscitò grande  clamore e tenne banco per settimane sulle prime pagine dei giornali. Poi è stato assolto. Si parlò molto di questa vicenda in passato. E oggi? Oggi sui quotidiani compare soltanto un trafiletto: tanto spazio per le accuse, pochissimo per le assoluzioni”.

Sottolinea Matteo Renzi, “Ribadisco la nostra posizione: il tempo è galantuomo, la verità prima o poi arriva. Ci vuole solo un po’ di pazienza. A noi non manca” I protagonisti dell’accusa sono gli stessi dell’indagine su Consip. I metodi, pare, simili. “Scommetto che nei prossimi mesi questa vicenda tornerà clamorosamente fuori. Perché è strana, molto strana. Ne vedremo delle belle, amici. Il tempo è galantuomo, la verità prima o poi arriva”.  A proposito di verità, che piano piano si fa largo, ma gli artefici del fango non pagano mai?

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