Figlio mio se proprio te lo vuoi sposare…

 

Poi non dire che non ti avevo avvertito. E Berlusconi alla fine acconsente: il matrimonio  Lega-M5S “non segna la fine dell’alleanza di centro-destra, rimangono le tante collaborazioni nei governi regionali e locali, rimane una storia comune, rimane il comune impegno preso con gli elettori”, dice in una nota. “Se un’altra forza politica della coalizione di centro-destra ritiene di assumersi la responsabilità di creare un governo con i cinque stelle, prendiamo atto con rispetto della scelta. Non sta certo a noi porre veti o pregiudiziali. In questo caso non potremo certamente votare la fiducia. Di più a noi non si può chiedere, anche in nome degli impegni che abbiamo preso con gli elettori”.

Il Cavaliere quindi non pone veti. Lui avrebbe preferito andare in Parlamento a razzolare i voti per un governo di centro destra e certamente li avrebbe trovati tra i tanti indisponibili a tornarsene a casa ma Mattarella lo ha impedito e bisogna dargliene atto. Ha impedito una ulteriore svendita dei “mercanti del tempio”, mettendo tutti di fronte alle rispettive responsabilità.

Berlusconi  ne ha preso atto rilanciando la sfida ai 5 stelle ma anche al suo figliol prodigo: se un governo Lega-M5S non potesse nascere, nessuno potrà usarci come alibi di fronte all’incapacità”. Quindi li giudica incapaci e non voterà la fiducia.

C’è un altro che non voterà la fiducia perchè li giudica incapaci che hanno carpito la buona fede degli elettori con promesse vane e impraticabili. Si chiama Matteo Renzi ed ha saputo tenere la barra dritta di un partito sconfitto dagli elettori e da infidi traditori che avrebbero voluto fare lingua in bocca con i “5 stelle. Erano convinti che consegnando la testa del segretario dimesso si potessero “salvare”. Proprio come fecero con Bettino Craxi, tanti traditori di cui si è persa traccia. Ma la storia non sempre si replica.

Ora diranno che Renzi ha la colpa di aver favorito l’abbraccio fra i 5 stelle e la Lega favorendo un governo di destra…sono gli stessi del 4 dicembre 2016: senza pudore, senza vergogna. Renzi si è dimesso da Presidente del Consiglio, da segretario del Pd, ma non si è mai dimesso dalla Politica!

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