Federica c’è e si batte con noi!

Anna Pulpito e Rita Lanzon dell’Associazione Volontari Ospedalieri saranno questo pomeriggio nell’aula Nassirya del Senato, dove l’Associazione Valore Donna presenterà alla stampa, con il Senatore Claudio Moscardelli, l’interrogazione al Ministro dell’Interno Minniti: “Misure urgenti per la tutela delle donne vittime di violenza”.

Hanno deciso di portare la loro testimonianza le mamme di due giovani uccise, Vera Squatrito mamma di Giordana e Rita Lanzon mamma di Federica De Luca uccisa lo scorso anno a Taranto insieme a suo piccolo Andrea di soli 4 anni dal marito, e padre delle vittime  poi suicidatosi.

Valore Donna, si propone di affrontare in maniera concreta il fenomeno, crescente, del femminicidio che in Italia sta facendo registrare numeri preoccupanti.

I genitori della giovane Federica e nonni del piccolo Andrea, insieme all’AVO di Taranto  furono promotori di una fiaccolata per le strade della città in occasione del trigesimo della strage delle vittime.

Ebbero il coraggio di  esibire le foto di Federica con il viso tumefatto, a testimonianza della violenza subita dalla donna da parte del marito per opporsi alla violenza su donne e bambini, ed incitare le donne soppresse ad avere il coraggio di allontanarsi dai  loro carnefici. Quel volto tumefatto è diventato un monito per tutte le donne in pericolo. Fuggite, allontanatevi da chi può farvi del male fino a togliervi la vita. Chiedete aiuto. Rifugiatevi da chi può proteggervi e salvare la vostra vita.

La violenza contro le donne, come testimoniato dalle cronache quotidiane, ha assunto oramai da tempo i connotati di una vera e propria emergenza nazionale, costituendo la prima causa di morte per le donne italiane tra i 15 e i 55 anni;

secondo i dati Istat, in Italia 6.788.000 donne hanno subito, nel corso della propria esistenza, forme di violenza fisica o sessuale: il 20,2 per cento ha subito violenza fisica, il 21 per cento violenza sessuale, il 5,4 per cento forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Nello specifico, i dati riportano numeri impressionanti, ovvero sono 652.000 le donne che hanno subito stupri e 746.000 le vittime di tentati stupri;

inoltre, sempre secondo i dati forniti dall’Istat, sono 3 milioni e 466.000 in Italia le donne che nell’arco della propria vita hanno subito stalking, ovvero atti persecutori da parte di qualcuno, il 16 per cento delle donne tra i 16 e i 70 anni. Di queste, 2 milioni e 151.000 sono le vittime di comportamenti persecutori dell’ex partner;

con la legge 27 giugno 2013, n. 77, l’Italia è stata tra i primi Paesi europei a ratificare la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica.

il 2 marzo 2017 la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per non aver agito con sufficiente rapidità per proteggere una donna e suo figlio dagli atti di violenza domestica perpetrati dal marito, che hanno poi portato all’assassinio del ragazzo e al tentato omicidio della moglie;

la tragedia, secondo i giudici di Strasburgo, non sarebbe imputabile alle leggi in vigore in Italia, ma all’atteggiamento “passivo” adottato in particolare dalle forze dell’ordine, ma anche dai magistrati, di fronte agli atti di violenza domestica subiti e denunciati dalla donna;

in particolare, la Corte, dopo aver ripercorso tutti gli episodi in cui la ricorrente si era rivolta a Carabinieri e Polizia per le violenze subite, senza che questi andassero oltre la stesura di rapporti, afferma che “non agendo prontamente in seguito alla denuncia, le autorità italiane hanno privato la stessa di qualsiasi effetto, creando una situazione di impunità che ha contribuito al ripetersi di atti di violenza, che in fine hanno condotto al tentato omicidio della ricorrente e alla morte di suo figlio”,

il Senatore Claudio Moscardelli con la sua interrogazione chiede di sapere:

se il Ministro dell’Interno non ritenga opportuno adottare, con la massima urgenza, atti di indirizzo alle forze dell’ordine, al fine di garantire tempestive misure di monitoraggio e intervento a protezione e sicurezza delle donne vittime di minacce e atti persecutori;

se non ritenga, altresì, opportuno, anche in sinergia con il Parlamento, valutare l’introduzione dell’obbligatorietà dell’adozione di mezzi elettronici o altri strumenti tecnici di controllo nei casi di condanna per atti persecutori, ai sensi dell’articolo 612-bis del codice penale.

Nel ricordo indelebile di Federica e del piccolo Andrea, insieme a Rita ed Enzo l’AVO continua a battersi per la tutela delle donne vittime di violenza.

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