Fabo è libero, noi ancora no…

Ha morso un pulsante per attivare l’immissione del farmaco letale. Era molto in ansia perche’ temeva, essendo cieco, di non riuscirci. Poi se n’è andato scherzando.   “E se non ci riesco? Vorrà dire che tornerò a casa portando un po’ di yogurt, visto che qui in Svizzera è molto più buono”.

Grazie a Marco Cappato e all’Associazione Luca Cosioni che l’hanno “accompagnato” nell’ultimo viaggio. Marco al rientro in Italia ha scelto di autodenunciarsi assumendosi la sua responsabilità: quella d’averlo aiutato. Io sono con Marco e dovrebbero esserlo tutti quelli che per principio rispettano la libertà dell’altro prima ancora di quella propria. La libertà di scegliere dall’inizio alla fine. La politica ha perso. L’esilio della morte è una condanna incivile. Compito dello Stato è assistere i cittadini, non costringerli a rifugiarsi in soluzioni illegali per affrontare una disperazione data dall’impossibilità di decidere della propria vita morte. Chiediamo che il Parlamento affronti la questione del fine vita per ridurre le conseguenze devastanti che questo vuoto normativo ha sulla pelle della gente.

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