Emiliano il solista

 

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Ho letto anch’io le dichiarazioni riportate da Alfredo Venturini del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano alla presentazione di quella fuffa che è la cosiddetta legge speciale per Taranto. Quello che di quelle dichiarazioni ti lascia basito oltre alla vuotezza di merito di una legge speciale i cui contenuti sono ancora in mente dei è la sufficienza quando non l’ostilità con cui Emiliano tratta il suo partito e il Governo al cui capo c’è il segretario del ”suo” partito. Se uno non sapesse che Emiliano è stato il segretario regionale del PD in Puglia, sindaco di Bari e ora Presidente della Regione Puglia potrebbe pensare che a parlare del PD di Renzi e del Governo sia un iscritto al Movimento 5 stelle oppure un leghista fondatore in Puglia di “Noi con Salvini”. Il piglio e il tono sono di uno che si sente altro se non addirittura avversario del PD, del governo e di Renzi. Quando infatti parlando del governo Renzi dice testualmente “Questa legge non è fatta per chi aspetta che ci vengano a salvare da Roma. Perché si è visto che quando aspettiamo “loro”, spesso e volentieri non rispondono neppure al telefono” intende dire che ci sono quelli di Taranto e quelli di Roma e che quelli di Roma sono contro Taranto e che “loro” cioè “quelli di Roma” sono una cosa lui invece è un’altra. Il grave non è tanto che Emiliano dica queste cose. Quello che è ancora più grave è il fatto che i dirigenti del PD jonico seduti in prima fila abbiano ascoltato senza battere ciglio. Allora mettiamo in fila le cose e facciamo delle banalissime considerazioni. Intanto se “quelli di Roma non rispondono al telefono” è Emiliano deve porsi il problema della sua autorevolezza perché quando gli annunciano che dall’altro capo del telefono c’è il Presidente di una giunta regionale qualsiasi Presidente del Consiglio si precipita al telefono e risponde. Lo faceva con me De Mita eppure io ero un semplice sindaco di una città di provincia e certamente meno gallonato di Emiliano. Evidentemente Renzi ha dato ordine di non passargli le telefonate dei quaquaraquà. E poi la distinzione tra “noi” i buoni e “loro “ i cattivi non sta davvero in piedi ed è buona solo per gli allocchi. Emiliano dimentica che i cattivi sono il segretario del partito che lo ha candidato alla carica di Presidente della Regione Puglia, partito di cui lui ha la tessera e di cui è stato il segretario regionale. E’ questo un modo collaudato di fare politica da parte dei demagoghi e dei populisti a tanto al chilo come è Emiliano: fare gli uomini di governo quando si tratta di fare le inaugurazioni ed esercitare il potere e contemporaneamente fare l’opposizione e guidare il dissenso quando si tratta di grane e di difficoltà. Un modo opportunistico che è un vecchio vizio del Pci di Berlinguer che amava definire il suo partito “partito di lotta e di governo”. Ma Emiliano non viene dal PCI di Berlinguer perché lui era un magistrato quando Berlinguer guidava il PCI e allora non resta che leggere tutte queste sue posizioni in chiave precongressuale PD e pensare a male e come si sa pensare male non sta bene ma qualche volta ci si azzecca. Emiliano vuole fare il solista, ritagliarsi il ruolo dell’antirenzi e giocarsi la carta della leadership del PD al prossimo congresso. Ovviamente per fare questo occorre intanto votare no al referendum per segnare la differenza, poi mettere in difficoltà ogni volta che può Renzi come nel caso dei 50 milioni di euro sottratti a Taranto e infine prendere le distanze dalle iniziative del premier-segretario. Naturalmente tutto questo presume che l’esercito di pecore pugliesi che credono alle sue fandonie e gli vanno appresso debba essere allineato e coperto sulle sue posizioni per cui è già in campagna elettorale. Per la festa di San Cataldo sarà a Taranto anziché a Bari, si batterà ”contro coloro che attentano alla salute dei tarantini” e difenderà i bambini ammalati di cancro”, per quella di Sant’Oronzo sarà a Lecce, sarà contro la TAP per difendere gli ulivi del Salento e a Melendugno per difendere il mare dal tubo per il gas russo, a Brindisi seguirà la squadra del pallone e a Foggia sarà presente al torneo di ping pong degli scouts. Ora aspirare alla leadership del PD è perfettamente legittimo. Quello che non è giusto né consentito è che egli lo faccia strumentalizzando il dolore dei tarantini e prendendo per il culo i pugliesi.

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