E’ arrivata la cicogna!

In questo inizio di campagna elettorale devo riconoscere al candidato sindaco Rinaldo Melucci un surplus di serietà e di onestà intellettuale che gli fa davvero onore. Cosa non frequente nei candidati a qualsiasi titolo che invece tendono a nascondere certe amare verità e a fare promesse che sanno non manterranno mai. Scrive Melucci in un suo post su fb a commento del suo manifesto elettorale e del suo slogan “Benvenuta Taranto”. “Dovendo riassumere in una parola gli ultimi anni della nostra città, della “nostra amministrazione”, non c’è dubbio, la parola sarebbe: “assenza”. Siamo stati percepiti, e probabilmente lo siamo stati davvero, assenti da ogni tavolo che conta, da ogni trattativa, da ogni momento di dibattito e confronto……” Questa di Melucci è un’affermazione forte, robusta, onesta, veritiera. E’ esattamente come dice lui: l’Amministrazione uscente targata Stefàno si è caratterizzata per la sua inconcludenza e soprattutto per la sua latitanza sui problemi chiave del nostro territorio: ambiente, sviluppo, occupazione, salute, progettualità, lavoro, cultura. Sotto ognuna di queste voci la parola da scrivere in effetti è “assenza”. La seconda parola chiave che rende interessante la dichiarazione di Melucci è “nostra” ribadita nell’espressione “siamo stati percepiti e probabilmente lo siamo stati davvero come assenti da ogni tavolo che conta…. “. Melucci come è noto è il candidato sindaco di una parte del PD jonico o meglio per essere precisi del gruppo dirigente del PD jonico che ignorando le valutazioni di altri candidati e di una parte importante del partito ha imposto la sua candidatura. Quindi Melucci fa bene ad usare il termine “nostra” poiché correttamente egli si ritiene parte integrante di quel PD che lo ha candidato e di cui è espressione a pieno titolo. Melucci però dovrebbe fare un ulteriore sforzo di onestà intellettuale e continuare il suo ragionamento seguendo la premessa con la quale egli stesso lo ha impostato e traendone le conseguenze logiche così proseguendo: se l’Amministrazione Stefàno è fallità perché “assente”, se l’Amministrazione Stefàno è la “nostra amministrazione”, se il gruppo dirigente del PD jonico ha sostenuto e sostiene tuttora l’Amministrazione Stefàno, se io sono l’espressione a pieno titolo del gruppo dirigente che ha diretto la politica del PD in questo quinquennio ed ha sostenuto e continua a sostenere quell’Amministrazione , questo significa che il gruppo dirigente del PD jonico ha fallito il suo compito e porta interamente sulle sue spalle di fronte alla città la responsabilità di quel fallimento ed io che sono l’espressione a pieno titolo in quanto candidato sindaco di quel gruppo devo caricarmi anch’io la medesima responsabilità. Ovviamente non chiedo a Melucci di trarre conseguenze così perentorie e di assumere su di sé responsabilità che lui certamente non ha ma di essere intellettualmente e politicamente onesto fino in fondo questo si. Egli deve essere conseguente con le premesse che lui stesso fa al suo ragionamento e dire che le responsabilità vanno ricercate prima di tutto nello stesso sindaco Stefàno che ha guidato in tutti questi anni un’amministrazione “assente” e poi nel gruppo dirigente locale del PD che ha sostenuto e sostiene tuttora quell’amministrazione oltre che negli altri partiti di quella maggioranza. A meno che non si voglia sostenere il paradosso che responsabili del fallimento della giunta Stefàno sono quei consiglieri comunali e assessori che in Consiglio comunale hanno votato bilanci e provvedimenti cosa questa che li ha resi impresentabili a tal punto che il partito ha dovuto ricorrere ad un esterno. Ma questo è ovviamente paradossale, illogico e insostenibile poiché la scelta politica di aver sostenuto e di sostenere tuttora Stefàno e la sua giunta non è stata e non è una scelta personale di quegli amministratori ma essa è stata dettata da quel gruppo dirigente che ora getta i suoi amministratori alle ortiche e pretende ipocritamente di ridarsi una verginità ricorrendo ad una candidatura esterna utilizzando Rinaldo Melucci come foglia di fico. In bocca al lupo Melucci.

Kamang (pseudonimo dell’autore del testo)

FacebookTwitterGoogle+

Lascia un commento