Cuori di mamma: belli, giovani e indagati…

“A quanto pare sarei indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Livorno”. Lo annuncia l’assessore al Bilancio di Roma Gianni Lemmetti, ex assessore a Livorno indagato insieme al sindaco M5s di Livorno Filippo Nogarin, per le indagini su la gara indetta a inizio anno dal Cda della Società porto industriale partecipata al 61,4% dal Comune di Livorno, per l’individuazione di un advisor legale, che seguisse le procedure per la richiesta di concordato preventivo.  Legate a quella vicenda sarebbero le dimissioni avvenute a marzo del presidente Barbara Ferrone e del vicepresidente Maurizio Paponi, entrambi scelti dal M5S.

Nogarin è indagato anche per altri due reati nell’ambito della maxi inchiesta “Città pulita” che riguarda la gestione finanziaria e amministrativa di Aamps, l’azienda dei rifiuti partecipata dal Comune di Livorno al 100% e che ad oggi vede 18 persone nei guai tra politici, manager e dipendenti pubblici.

I titolari dell’indagine, hanno iscritto Nogarin nel registro degli indagati con l’accusa di bancarotta fraudolenta, abuso d’ufficio e falso in bilanci.

Chiara  Appendino, sindaco penta stellato di Torino è iscritta  nel registro degli indagati per quanto accaduto la sera del 3 giugno alla finale di Champions League indicata in molte denunce dei feriti come responsabile della mancanza di sicurezza nella gestione dell’evento. La psicosi terrorismo scatenò il panico tra la folla – provocando una vittima, Erika Pioletti, spirata in ospedale una dozzina di giorni dopo quel tragico 3 giugno, e 1526 feriti. Gli errori nell’organizzazione dell’evento hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati o alla denuncia, da parte di alcune delle vittime, dei vertici delle istituzioni cittadine.

Alcuni giorni fa la Procura di Torino ha iscritto nel registro degli indagati Chiara Appendino, il suo capo di Gabinetto Paolo Giordana e l’assessore al Bilancio Sergio Rolando per Falso ideologico in atto pubblico. L’ipotesi di reato è riferita al primo bilancio firmato dalla giunta a 5 stelle e alla vicenda “Westinghouse”:  un debito da 5 milioni di euro ereditato dall’amministrazione Fassino, e cancellato dal documento contabile della città.

Ed oggi apprendiamo delle dimissioni di Paolo Giordana, dopo che sono stati resi noti i verbali delle telefonate con il presidente di Gtt per chiedere la cancellazione di una multa di un amico su un bus…

Ma il primato resta della  giovane avvocatessa che guida Roma coni una giunta che per mesi ha perso pezzi, assessori, dirigenti come un’auto in rottamazione. Una situazione penosa.  Dopo le ovazioni degli imprevedibili quanto insospettabili  tifosi e sostenitori i guai cominciano con l’arresto per corruzione  di Raffaele Marra, uno degli uomini chiave dell’establishment, per molti il sindaco ombra.

Altro caso giudiziario, forse tra i più scottanti, riguarda Patrizio Cinque, sindaco di Bagherianell’ambito di un’inchiesta della procura di Termini Imerese sull’affidamento del servizio dei rifiuti, sulla gestione del Palasport e sull’abusivismo edilizio che coinvolge altre 22 persone, tra cui il vicesindaco. Per M5S i guai giudiziari nelle città che amministrano continuano ad aumentare, ma si dicono tutti “assolutamente sereni” tanto da far arrossire i più “avvisati” esponenti della tanto vituperata “prima repubblica”.

Cosa distingue il comportamento del M5S da quello delle altre forze politiche? Assolutamente nulla se non l’obbligo d’informare repentinamente dei loro guai giudiziari il “grande capo”. Infatti Pizzarotti è finito sotto accusa per “mancata trasparenza” anche se  il sindaco di Parma è stato poi archiviato. Anche Rosa Capuozzo sindaca di Quarto con la lista dei grillini non è stata indagata dai magistrati, ma alcune intercettazioni hanno comunque gettato un’ombra sul suo comportamento per i presunti ricatti subiti da un consigliere comunale. Anche lei è stata allontanata dal M5S. Tutti gli altri resistono con l’indulgenza di Beppe.

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