Ciò che è di destra, ciò che è di sinistra, ciò che non è!

di Alfredo Venturini.

Qualcuno nel Pd, ed in particolare Franceschini ed Orlando, pongono la necessità del dialogo. E’ come scoprire l’acqua calda. La politica è dialogo o non è. A metà degli anni ’80 si sarebbe definita una catalanata, un ovvietà assoluta!

Il senso di responsabilità verso le Istituzioni e più in generale l’attaccamento  al paese, non sempre si declina con l’attaccamento alle poltrone e la gestione del potere.

La politica si può fare dall’opposizione dialogando. Senza pregiudizi. Confrontandosi nel merito. Nell’interesse di chi si vuole legittimamente rappresentare.

L’opposizione può aiutare a ritrovare una identità. Ridefinire valori, obiettivi. Una proposta/progetto politico che guadagni attenzione.

Cosa e per chi? E’ la domanda che oggi la sinistra deve porsi non solo nei confini nazionali. Come distinguersi e da che parte stare. Io non ho dubbi. Intendo stare dalla parte dei più deboli,degli indifesi e non credo che a distinguerli sia il colore della pelle. Ciò che certamente li distingue è la miseria, il bisogno, la disperazione.

I risultati ci dicono che abbiamo sbagliato e non illudiamoci di poter sostenere che la gente non ci ha capiti. Siamo noi che ci siamo allontanati dalla gente. Smettiamola di fare i tifosi che ciecamente si ostinano ad attribuire le colpe ad un rigore negato. Il risultato ci dice che siamo inadeguati e da questa consapevolezza dobbiamo ripartire con umiltà e modestia.

Non credo si debba dare nulla per scontato. Una fase si è conclusa. Per aprirsene una nuova bisogna navigare in mare aperto e sapersi dare una rotta.

L’alternanza diventa alternativa se, nel corso della sua realizzazione, riesce a mobilitare forze ed interessi nella società sufficienti a rendere irreversibili i processi riformatori avviati e l’equilibrio di poteri realizzato. Che questo avvenga attraverso lo sviluppo di una democrazia pluralistica e non attraverso la sua negazione, è il nostro compito insostituibile.  Sembra ieri, ma sono trascorsi quarant’anni da quando queste parole furono dette da un mio fraterno amico e compagno per delineare una strategia politica per uscire dalla crisi del paese. Rileggendole alla luce dei giorni nostri mi rendo conto quanto siano attuali…

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