Ciao mamma, sono contento di essere arrivato uno…

Walter Chiari rese celebre l’intervista del ciclista arrivato al traguardo… Era un tempo in cui lo sport era semplice e genuino, e quel ciclista incarnava il sacrificio dell’uomo che arrivava dai campi di una famiglia di braccianti provati dalla fatica e  dal sudore.

Questa settimana tutti si diranno certi di “arrivare uno”! Aspirazione legittima per chi non corre per partecipare. Meno legittimo promettere l’impossibile per tagliare il filo del traguardo.

Luigi DiMaio il 1 marzo presenterà la squadra di governo del M5S. “Persone che hanno competenze, testa e cuore” per entrare in un governo M5S. Speriamo che silenzi ed omissioni non li costringano un attimo dopo a smentire o a dimettersi. Intanto il generale Sergio Costa, indicato da Luigi Di Maio come possibile ministro dell’Ambiente, ha fatto sapere che “da oggi fino a martedì 6 marzo sarà in licenza per mantenere il profilo istituzionale più corretto”.

Silvio Berlusconi ha scelto Milano per lanciare il suo “Messaggio alle folle: “Sono tornato in campo per evitare che vada al governo non il Pd, ma una setta, dove c’è quel signore pluricondannato di Genova che dà ordini a persone senza arte né parte di cui l’87%” dei parlamentari “non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi, e quindi o hanno evaso o più probabilmente mai lavorato”. Ha elencato tutte le tasse che il centrodestra promette di abbassare o abolire. “C’è una differenza fra avere una maggioranza risicata in Parlamento e una maggioranza forte. Vogliamo una grande maggioranza”.  Poi nel pomeriggio a Domenica Live. “Abbiamo già pronto e lo presenteremo presto appena al governo un referendum perché è venuto il momento che noi italiani possiamo scegliere, votandolo, il presidente della Repubblica”. “I referendum saranno tre, anche contro i cambi di casacca in Parlamento e per impedire i ricorsi dopo una assoluzione in primo grado”. Peccato che non abbia proposto anche un referendum sull’affidabilità della sua coalizione…

Walter Veltroni ieri al teatro Eliseo ha detto che “Dopo il voto, se non c’è maggioranza chiara, serve fare una legge elettorale con un premio di maggioranza, e tornare alle urne. Serve sapere chi vince le elezioni la sera del voto”.

E Renzi commentando le parole di Veltroni ha detto: “Io preferisco vincere e che il Pd sia il primo partito. Chi sarà scelto dal presidente della Repubblica avrà il nostro pieno sostegno perché siamo una squadra”, ha spiegato ancora Renzi a ‘Che tempo che fa’, invitando gli elettori a guardare proprio le squadre: “Agli Interni preferite Minniti o Salvini, all’Economia Padoan o Brunetta, allo Sviluppo economico Di Battista o Calenda, Franceschini alla cultura o uno di questi che falsifica i bonifici? Chi sarà scelto dal Presidente della Repubblica sarà sostenuto con grande spirito di squadra”.

Nella mia lunga esperienza politica di campagne elettorali ne ho viste tante e di tutti i colori. Molte volte presentate come “your last chance”. Per strappare “un voto decisivo” in queste ore torneranno a promettere di tutto e tutti diranno che se il risultato non è chiaro si tornerà presto a votare dopo aver fatto una nuova legge elettorale.

Il paese non ha bisogno di una nuova ulteriore legge elettorale. Non è la legge elettorale che risolve i nostri problemi. La smettano tutti d’ingannare il popolo che non va a votare perchè ritiene il proprio voto inutile: tanto non cambia mai nulla! Io andrò a votare. Sceglierò chi mi assicura competenza ed affidabilità per governare il paese. Loro dimostrino di essere all’altezza del compito. E’ impossibile che il voto esprima un vincitore assoluto. Non lo ha fatto quando i contendenti erano due. E’ arduo pensare che lo faccia scegliendo fra tre. Chi arriverà uno d’avanti al due e al tre dovrà convincere il Presidente della Repubblica di poter essere primo e di avere la fiducia in Parlamento per dare un Governo al Paese.

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