C’era una volta l’ILVA…

Il tavolo è saltato. Nulla di fatto quindi anche se il “copione” era scontato…

“Il raggiungimento di un accordo con i sindacati di Ilva in un tempo ragionevole è importante affinché, una volta chiusa la transazione, possiamo iniziare a mettere in atto i nostri piani di investimenti”.  L’acquirente Am Investco controllata dal gruppo franco-indiano ArcelorMittal si è mostrata irremovibile nel confermare i 4 mila esuberi programmati per Taranto e  soprattutto le condizioni che dovranno essere accettate dai lavoratori che passeranno alle sue dipendenze. Nel piano, non ci sarà alcuna “continuità rispetto al rapporto di lavoro” precedente “neanche in relazione al trattamento economico e all’anzianità” e quindi ai precedenti livelli retributivi. Mittel ha spiegato in una nota di non aver mai fatto promesse a parte il numero di occupati e che intende trattare tutti gli altri aspetti durante la negoziazione sindacale. “Siamo contrariati dal fatto che non abbiamo potuto iniziare la negoziazione con i sindacati. Comprendiamo l’importanza dei livelli occupazionali per il Paese e infatti abbiamo mostrato flessibilità aumentando il numero degli occupati a 10.000 rispetto alla nostra offerta originaria”.

Il Ministro Calenda ha confermato che “nessuno verrà lasciato per strada” e gli operai in esubero saranno impiegati dalla amministrazione straordinaria dell’Ilva nei lavori di bonifica, per cui sono già previsti in cassa 1,3 miliardi ma “La proposta dell’azienda su salario ed inquadramento dei lavoratori è irricevibile”.

“Abbiamo chiesto alla società, in apertura del tavolo, di confermare il piano occupazionale e di riconoscere un costo medio per operaio che si aggira sui 50 mila euro. Questa conferma non è arrivata e senza questo impegno il tavolo non si può aprire. Perciò richiameremo gli azionisti alle loro responsabilità”

“Bisogna ripartire dall’accordo di luglio, dove si garantivano i livelli retributivi. Se non si riparte da quell’accordo la trattativa non va avanti”.

ArcelorMittal in una nota, dopo lo stop al tavolo di Calenda, ha esplicitato il suo ricatto: “Gli investimenti che ci siamo impegnati a fare sono cruciali per migliorare la competitività di Ilva. Di conseguenza, è vitale che l’implementazione del nostro piano non venga ritardata”, come dire  lasciateci lavorare, sappiamo noi come preparare le polpette per i lavoratori ed i loro sindacati…

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